martedì 25 dicembre 2012

SE LA TUA BANCA "VENDE" ARMI, MOLLALA


[da lettera Tra Terra e cielo] C'E' CRISI? NON SI DIREBBE...
Oltre 2 miliardi di euro. E' la somma per cui le banche italiane hanno fatto da intermediarie per l'esportazione di armamenti. In pratica hanno finanziato e/o incassato per conto di mercanti di morte questa incredibile quantità di soldi. La cifra non lascia indifferenti. Potrebbe bastare la citazione dell'articolo 11 della nostra Costituzione per far accendere un semaforo rosso di fronte a questa consuetudine: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Ma vogliamo aggiungere un'amara considerazione: non c'è crisi per tutti. Nonostante forbici e scure abbiano alleggerito i conti di tutti noi, le banche armate continuano a fare affari a gonfie vele. Non c'è giustificazione che tenga. Ci sono le grandi banche straniere con sedi in Italia: Deutsche Bank, BNP Paribas, Barclays, Crédit Agricole, i grandi gruppi italiani come Unicredit e BNL, ma, e dispiace dirlo, compaiono anche banche locali come le Banche di Credito Cooperativo (“la tua banca è differente”????).
A quanto pare resta solo Banca Etica con sedi in molte regioni italiane, accessibile per tutti on line o attraverso i banchieri ambulanti: www.bancaetica.org

BANCHE ARMATE cioè quelle banche che finanziano il mercato delle armi. L'elenco è a disposizione di tutti perché esiste una legge (la 185 del 1990) che obbliga il governo a rendere pubblici i dati sul finanziamento e il commercio delle armi. Tuttavia la lista pubblicata è parziale per due motivi. Riguarda solo le operazioni ufficiali cioè autorizzate dal governo.
Nulla sappiamo di operazioni non ufficiali se, come è possibile, ce ne sono. Nella lista compaiono solo i nomi di grandi gruppi bancari che, in anni recenti, hanno monopolizzato il mercato acquisendo molte banche minori o locali. Se la tua banca non c'è, verifica a quale gruppo appartiene e, se è il caso, dille di smettere.

ELENCO BANCHE ARMATE 2011
e valore delle operazioni autorizzate agli istituti di credito per l'esportazione di armamenti. Cifre in euro.

Deutsche Bank, succursale italiana: 664.433.783,94 (664 milioni di euro!)
BNP Paribas Succursale Italia: 491.388.309,46
Banca Nazionale del Lavoro: 222.975.288,96
Barclays Bank PLC: 184.959.352,39
Crédit Agricole Corporate and Investment Bank: 174.565.969,00
Unicredit: 169.282.325,90
Banco di Brescia: 119.866.736,93
Natixis: 69.732.801,00
Banca Valsabbina: 67.047.638,45
Cassa di Risparmio della Spezia: 51.979.437,91
Banca Popolare Commercio e Industria: 43.473.615,48
Commerzbank: 33.978.166,15
Banco di Sardegna: 25.744.801,56
Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio: 10.967.544,00
Unicredit Corporate Banking: 8.970.467,19
Banco di San Giorgio: 8.508.080.65
Banca Carige: 7.724.478,84
Banco Bilbao Vizcaya: 6.410.004,42
Société Générale: 5.216.236,00
Banca Popolare dell'Emilia Romagna: 3.828.626,44
Credicoop Cernusco sul Naviglio: 3.225.446,61
Banca Popolare di Spoleto: 2.917.197,69
Europe Arab Bank PLC: 2.633.615,94
Cassa Risparmio Parma e Piacenza: 2.572.404,35
Banca Popolare Friuladria: 2.239.776,50
Banca Ubae: 1.287.090,00
Banca del Piemonte: 82.260,00
Intesa Sanpaolo: 4.059,00
TOTALE: 2.386.015.514,77

Fonte: Relazione 2012 (relativa al 2011) Ministero dell'Economia e delle Finanze

domenica 23 dicembre 2012

UN NATALE "ARMATO" di Alex Zanotelli

Il 10 dicembre eravamo a Roma davanti al Parlamento per protestare contro la Riforma delle Forze Armate voluta dal Ministro della Difesa, l’ammiraglio Di Paola. I rappresentanti dei movimenti per la pace erano stretti attorno a una gigantesca bandiera della pace che occupava la larghezza dell’anti-piazza davanti al Parlamento. Eravamo lì per chiedere ai Parlamentari di non votare la Riforma delle Forze Armate. Tutto inutile! Quel pomeriggio il Parlamento ha definitivamente approvato il disegno di legge delega. La Destra ha votato compatta a favore, nonostante avesse appena sfiduciato il governo. Il PD, nonostante alcune voci contrarie, ha pure votato a favore. Unico partito contrario:IDV. Un amaro regalo di Natale questo che il governo Monti ci lascia prima di dimettersi. Un regalo alla casta dei militari, alla lobby dei mercanti di morte. La riforma infatti ci costerà nei prossimi dieci anni, l’astonomica cifra di 230 miliardi di euro!
La Legge  autorizza le Forze Armate a riorganizzarsi in proprio in dodici mesi con una delega, per ora in bianco. Inoltre questa Legge prevede un taglio di 43 mila addetti sia militari come civili nei prossimi dieci anni.
 La cosa però che sorprende è che i soldi risparmiati rimangono al Ministero della Difesa per l‘ammodernamento ‘ dell’esercito. Mentre per la Spending Rewiew  di Monti, i soldi risparmiati avrebbero dovuto rientrare nel Bilancio dello Stato. Ed invece saranno usati per comperare i nuovi sistemi d’arma.
In poche parole il Ministro della Difesa avrà un miliardo di euro in più all’anno da spendere in nuove armi! Inoltre la nuova legge prevede che gli enti locali dovranno rimborsare il Ministero della Difesa per gli interventi di soccorso e prima emergenza come terremoti e alluvioni.
Tutto questo avviene mentre la crisi economica lascia senza lavoro centinaia di migliaia di lavoratori e non ci sono soldi per il welfare, per la sanità, per la scuola , per il terzo settore.
Assistiamo attoniti al tradimento del governo Monti e dei partiti.
E mentre è passata in tutta fretta la Riforma della Difesa (se ne parlava da vent’anni!), non si è fatto nulla per la Riforma della Cooperazione, che è l’altra faccia della medaglia! E questo nonostante che ci sia un ministro cattolico, A. Riccardi, alla Cooperazione Internazionale. (E’ da vent’anni che girano in Parlamento proposte di riforma della Cooperazione internazionale che è ormai ridotta ai minimi termini!). Nel 2000 l’Italia aveva promesso all’ONU che avrebbe versato lo 0,7% del suo PIL per sconfiggere la povertà. L’Italia , all’ultimo posto nella graduatoria, ha disonorato in questi dodici anni gli impegni presi arrivando allo 0,2% del PIL mentre spende il 2% del PIL in armi.
Siamo giunti così alla follia di spendere, lo scorso anno, 26 miliardi di euro (dati SIPRI) a cui bisogna aggiungere 15 miliardi di euro per gli F-35. Si tratta di 41 miliardi di euro: una vera e propria manovra! Nessun taglio alle armi, anzi la Difesa avrà un miliardo in più da spendere nell’acquisto di sofisticati strumenti di morte. Mentre  il governo Monti ha tagliato fondi alla scuola, alla sanità, al terzo settore.
Mi amareggia il silenzio della Conferenza Episcopale Italiana. Altro che ‘pace in terra agli uomini di buona volontà’ che è il cuore del messaggio natalizio.
Il nostro paese sceglie ancora una volta la via della morte invece della vita.
E’ un Natale amaro, un Natale ‘armato’.
                                                                                               Alex    Zanotelli
 Napoli,21 dicembre 2012

venerdì 14 dicembre 2012

Il comitato provinciale acqua pubblica Torino scrive una lettera ai sindaci del Torinese in vista dell'assemblea SMAT del 14/12/12

Signor Sindaco,

Nelle recenti assemblee dei Comuni soci SMAT, solo pochi Sindaci hanno scelto di obbedire alla legge e rispettare la volontà popolare chiedendo che SMAT restituisca ai cittadini utenti € 17.000.000 incassati illegalmente nell’anno 2011 a partire dal 21 luglio 2011 data di entrata in vigore dell’esito del 2° referendum che ha abrogato i profitti sull’acqua.

Da allora ATO3 e SMAT non hanno mosso un dito ed è contro questa inerzia che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha lanciato l’ Obbedienza Civile invitando i cittadini-utenti ad attuare essi stessi il referendum pagando la bolletta dell’acqua ridotta della quota del 15,35% per il 2011 e del 16,32% per il 2012 corrispondente al profitto sull’acqua abrogato con il secondo referendum.
...

La SMAT ora li minaccia di sospendere l’erogazione dell’acqua come se fossero utenti morosi. Si tratta invece di cittadini consapevoli dei loro diritti che ATO3 e SMAT non rispettano.

Così come il rappresentante del Comune di Torino non risptta il mandato del Consiglio Comunale di Torino che “impegna il Sindaco e la Giunta ad attivarsi presso l’ATO3 e la SMAT per eliminare la voce “remunerazione del capitale investito in attuazione dell’esito del referendum del 12 e 13 giugno 2011” (v. Mozione n. 66 del 9 luglio 2012)

Conti alla mano, dal 21 luglio al 31 dicembre 2011 SMAT ha incassato indebitamente circa 17.000.000 di euro a titolo di remunerazione del capitale investito a cui non aveva più diritto perché abrogata dal referendum. Questa cifra va restituita agli utenti per rispettare la legge in vigore.

Non tragga in inganno l’affermazione di SMAT di aver comunque accantonato 6 milioni di euro a questo scopo. Mancano altri 11 milioni …e cioè proprio la cifra che nell’Assemblea di oggi SMAT propone di ripartire tra i Comuni invece di restituirla ai cittadini utenti.

Signor Sindaco,

votare contro la proposta ATO3 e SMAT significa abolire una tassa “mascherata” imposta illegalmente ai cittadini.

Si opponga a questa truffa dei conti e della democrazia. Rispetti la volontà espressa da 26 milioni di italiani il 12 e 13 giugno 2011.

Il suo voto ripristini la legalità, restituisca ai cittadini utenti la quota di profitto sull’acqua indebitamente riscossa da SMAT e la fiducia nel Consiglio comunale che Lei rappresenta.

Dic 2012

giovedì 6 dicembre 2012

Reggio Emilia Sabato 15 dicembre 2012 Manifestazione nazionale per la gestione pubblica e partecipata dell'acqua e dei beni comuni


Un anno e mezzo fa i referendum del 12 e 13 Giugno sancivano che la grande maggioranza delle cittadine e dei cittadini vogliono l'acqua e i servizi pubblici locali fuori dal mercato.

Nonostante ciò, continua il tentativo dei governi, nel quadro delle politiche liberiste Europee, di ristabilire ed estendere il potere dei mercati e della finanza in ogni settore della società, attaccando l'esito referendario.
La crisi economica, sociale e ambientale, è diventata quindi anche crisi della democrazia.
A Reggio Emilia e a Piacenza sono scaduti gli affidamenti del servizio idrico ad IREN e si è aperta la possibilità di attuare concretamente la ripubblicizzazione dell'acqua con aziende di diritto pubblico; per questo abbiamo scelto di convocare a Reggio Emilia la Manifestazione.
Per tutelare l'Acqua e tutti i Beni Comuni, è necessario difendere il territorio dalla cementificazione e da grandi opere non necessarie, adottare politiche incentrate su riduzione dei rifiuti e recupero della materia, sulla chiusura progressiva degli inceneritori, dare vita a piani energetici sostenibili opposti all’attuale Strategia Energetica Nazionale (SEN).
E’ necessario rinaturalizzare i corsi d'acqua e sviluppare piani di manutenzione idrogeologica del territorio, valorizzandone la conoscenza e le potenzialità del lavoro. L'acqua come paradigma della lotta per la riappropriazione sociale e democratica dei Beni Comuni.
Per farlo è indispensabile contrastare i processi di privatizzazione e finanziarizzazione, a partire dal rifiuto della nascita di una Grande Multiutility del Nord, di cui IREN, A2A e la fusione Hera/Acegas sono tasselli.
Chiediamo che le amministrazioni locali decidano di riprendersi la propria autonomia esprimendo concretamente la volontà politica di rispettare la volontà espressa dai loro cittadini, per una gestione pubblica e partecipata dei Beni Comuni. Perchè senza partecipazione e riappropriazione democratica non ci sono Beni Comuni. Facciamo come Napoli che ha ripubblicizzato il servizio idrico. Facciamo come Parigi e Berlino...
Come Movimento per l'Acqua ci appelliamo ai cittadini, ai lavoratori, agli studenti, a tutte le associazioni, ai comitati, ai sindacati e partiti, a chi anima le vertenze territoriali a difesa del territorio, dell'ambiente e dei beni comuni per costruire assieme una grande e colorata manifestazione il 15 Dicembre.
Sarà una giornata per affrontare la crisi proponendo un nuovo modello di sviluppo e un rinnovato intreccio con tutti i movimenti in lotta per quei beni, servizi e risorse che non possono essere considerati come merce con cui farci pagare il debito e toglierci il futuro.
PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO E DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI
CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI E IL PROGETTO DI MEGA MULTIUTILITY DEL NORD
CONTRO LE DEVASTAZIONI DEL TERRITORIO E I CONTENUTI DELLE STRATEGIE ENERGETICHE NAZIONALI
CONTRO LE GRANDI OPERE, INUTILI, COSTOSE E DANNOSE
PER PIANI DI INVESTIMENTO PER ACQUA E GESTIONE DEL TERRITORIO
PER LA DEMOCRAZIA DEI BENI COMUN

 
MANIFESTAZIONE SABATO 15 DICEMBRE 2012 - Reggio Emilia

  • Mattino (10.00-13.30) - Convegno “La ripubblicizzazione del Servizio Idrico e dei Beni Comuni, in Italia e all’Estero” - Cinema Cristallo (Via Giuseppe Ferrari Bonini, 4 - Guarda la mappa)
  • Pomeriggio (14.30-17.00) - Manifestazione e corteo, concentramento davanti al Cinema Cristallo (Via Giuseppe Ferrari Bonini, 4 - Guarda la mappa), conclusione in Piazza Martiri del 7 luglio
 
Assemblea Nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

 




martedì 4 dicembre 2012

Il comitato provinciale acqua pubblica Torino scrive ai sindaci dei comuni serviti da SMAT

Signor Sindaco,

tra pochi giorni Lei dovrà recarsi all’Assemblea dei Comuni soci SMAT. Riteniamo doveroso ricordarLe che a tutt’oggi in quell’Azienda permane una situazione problematica dal punto di vista legale oltre che democratico.


Come certo saprà, i Referendum del 12 e 13 giugno 2011 hanno abrogato la voce tariffaria che va sotto il nome di remunerazione del capitale, ma nonostante ciò essa continua a essere conteggiata nelle tariffe dell’acqua, incidendo per il 15,35% sulle bollette emesse nel 2011 e per il 16,32% nel 2012, come evidenziato nella tabella qui sotto.


Ciò costituisce prima di tutto la violazione di un principio democratico, dato che anche la Corte Costituzionale nella sua sentenza 199 del 2012 ha affermato l’esistenza del vincolo referendario.


Ma vogliamo anche ricordarLe che sono false e tendenziose le affermazioni secondo cui la rinuncia alla quota illegalmente percepita da SMAT farebbe mancare le risorse per gli investimenti. In realtà la remunerazione del capitale costituisce dividendo per gli azionisti, mentre le risorse per effettuare gli investimenti vengono reperite tramite finanziamenti bancari.

D’altra parte, continuare a drenare risorse tramite la distribuzione di dividendi comporta la crescita dell’indebitamento dell’azienda verso le banche e non è da sottovalutare il rischio che ciò finisca per minare la stabilità economica di SMAT.


Signor Sindaco, le rinnoviamo la richiesta di prendere posizione nella prossima Assemblea dei Comuni soci SMAT a favore della legalità e della democrazia, affinché SMAT restituisca ai cittadini i profitti che ha finora percepito illegalmente.

Ma le chiediamo anche di agire tramite l’AATO3 e le sue aree omogenee per sostenere la trasformazione di SMAT in Azienda speciale consortile di diritto pubblico e metterla così al riparo dalla privatizzazione.


La ringraziamo dell’attenzione e Le inviamo i migliori saluti.
 

Comitato Provinciale Acqua Pubblica Torino
Via Mantova 34 – 10153 Torino
Cell. 388 859 74 92ncipio

martedì 27 novembre 2012

Pubblichiamo la lettera aperta ai sindaci e alla stampa del gruppo “Salviamo i Toumpi” che si batte per salvare il torrente Germanasca dai danni che verrebbero provocati dalla costruzione della centrale idroelettrica di Enel Green Power

A partire dalla scorsa estate, il comitato “Salviamo i Toumpi” si è attivato per approfondire e divulgare più informazioni possibili sul progetto della centrale idroelettrica “Enel Green Power di Perrero”, portando a conoscenza della popolazione le criticità connesse con l'opera in questione.
Le amministrazioni comunali da noi sollecitate, che, ricordiamolo, sono chiamate ad esprimersi con motivazioni fondate su tale progetto, non hanno ritenuto necessario il coinvolgimento della gente, ad eccezione dell'amministrazione comunale di Massello che ha dibatutto la questione in consiglio comunale e, successivamente, ha eleborato un documento in collaborazione con CIPRA (Conferenza Internazionale Protezione Regioni Alpine) depositato presso l'ufficio provinciale di competenza.

Il documento è disponibile sul sito Internet del Comune di Massello.
In data 08/10/2012 la Conferenza  dei Servizi, ambito in cui viene analizzato il progetto “Enel Green Power” è stata convocata a Torino, in quella sede intervengono vari rappresentanti degli enti e soggetti interessati per manifestare le proprie valutazioni.
Purtroppo su 42 membri di diritto, solamente 14 erano presenti: rimarchiamo le assenze della C.M del Pinerolese, ASL TO3 e dell' Autorità D'Ambito Torinese ATO3.
La conferenza è stata lunga è complessa ma sostanzialmente, sopratutto da parte dei servizi tecnici (Politiche Energetiche, Rischio Geologico e Sismico, Gestione e Valorizzazione del Paesaggio, Pianificazione e Difesa del Suolo, Attività Estrattiva, Valutazione di Impatto Ambientale, Tutela Fauna e Flora, Gestione Risorse Idriche e ARPA Piemonte), sono state evidenziate moltissime carenze e problematiche progettuali. In particolare: il progetto è rimasto tale e quale a quello del 2002, con tutte le criticità già allora sollevate.
Ne indichiamo alcune: ridotta portata del torrente per almeno 9 mesi all'anno, rilascio minimo di acqua nel torrente per una lunghezza di circa 13 chilometri con compromissione della capacità di autodepurazione, crisi del sistema ittico e dell'ambiente torrentizio, rischio idrogeologico su tutto il tratto di torrente interessato e sul sito di costruzione dell'edificio della centrale (Trossieri), possibili interferenze col sistema idrico potabile e con la rete mineraria del talco, pesante impatto sulla viabilità e incompatibilità coi progetti di valle che puntano alla valorizzazione turistica e naturalitica del territorio.
In attesa che nei prossimi mesi la Conferenza dei Servizi venga nuovamente convocata per valutare gli approfondimenti richiesti, vorremmo sottoporre agli amministratori locali le seguenti domande:
1)    Ritenete oppurtuno, visto che i tempi della decisione si stanno prolungando, convocare incontri pubblici sull'argomento?
2)    In ambito amministrativo, qual'è la procedura decisionale? Decide il Sindaco? Decide la Giunta? Decide il consiglio Comunale?
Come comitato continuiamo ad essere disponibili al confronto e ci ripromettiamo di proseguire nel lavoro di informazione, seguendo l'iter del procedimento.

lunedì 26 novembre 2012

Mercoledi 28 novembre 2012 discussione in consiglio comuale della proposta di delibera per la tutela dei cittadini e dei manufatti dagli allagamenti ed inondazioni.


Mercoledì 28 novembre 2012 ore 20,00  il Consiglio Comunale di Pinerolo è convocato per per discutere la Proposta di deliberazione di iniziativa popolare per la tutela dei cittadini e dei manufatti  dagli allagamenti ed inondazioni.  La proposta era stata presentata il 18 luglio 2012  da più di 560 cittadini residenti a Pinerolo e dal Forum  Salviamo il paesaggio Difendiamo i territori del Pinerolese.
 
Cronologia dei passaggi istituzionali della proposta di delibera

Nel mese di settembre la proposta di delibera è stata integrata con una relazione illustrativa  come richiesto dallo statuto comunale. 
Nella scorsa settimana la  proposta è stata discussa in una commissione congiunta, Urbanistica e Lavori Pubblici alla quale ha partecipato anche una rappresentanza dei cittadini firmatari. In questa  commissione sono stati comunicati i pareri tecnici, per quanto riguarda le singole competenze, dei dirigenti degli uffici comunali coinvolti: ufficio lavori pubblici, contabilità, urbanistica (chi è interessato qui può trovare un documento con il resoconto della commissione congiunta  scritto ad uso interno dal Forum salviamo il paesaggio).  Come potete vedere dai documenti allegati gli uffici contabilità ed urbanistica hanno rilasciato parere  tecnico favorevole alla delibera (sostanzialmente sui primi 4 punti di loro competenza) mentre sul 5 punto "blocco immediato di ulteriori cementificazioni di aree attualmente verdi" (di competenza ufficio urbanistica) l'ufficio urbanistica ha espresso un parere negativo (affermando correttamente che il blocco della cementificazione può attuarsi solo con una variante urbanistica). Il comitato di cittadini cosciente della non completa  chiarezza dell'ultima frase della proposta di delibera (punto 5), ha comunque richiesto di poter presentare ed illustrare in consiglio comunale la proposta di delibera anche per capire quali sono gli orientamenti e gli impegni che su questa delicata materia intendono prendere i vari gruppi e/o consiglieri comunali.
Il giorno 26 novembre 2012 si è saputo che è stato aggiunto in seguito a richiesta del Sindaco un punto all'ordine del giorno del consiglio comunale, il punto riguarda una delibera su un atto di indirizzo politico amministrativo sulle inondazioni.

 
 

martedì 20 novembre 2012

Co-Energia/Retenergie convocazione dell'assemblea del gruppo nazionale energia GAS/DES

 
Il percorso sull’energia maturato negli ultimi 6 anni dal mondo dell’economia solidale ha creato l’Associazione Co-Energia, di cui fanno parte DES (Distretti di Economia Solidale) e GAS (Gruppi di acquisto solidale) di tutta Italia. L'associazione Coenergia  a sua volta  ha stipulato una convenzione con Trenta spa, società del Gruppo Dolomiti Energia, per la fornitura di energia da fonti rinnovabili certificate, sottoscrivibile sia dalle utenze domestiche (famiglie) sia dalle utenze professionali (partite IVA). Punti qualificanti della convenzione sono – oltre alla garanzia di energia 100% rinnovabile, certificata di provenienza italiana – elementi che caratterizzano i processi di economia solidale:
  • l’istituzione di un Fondo di solidarietà per lo sviluppo di progetti di economia solidale promossi dai cittadini (fondo alimentato in pari misura da chi aderisce alla convenzione e da Trenta spa, e gestito dall’Associazione Co-Energia)
  • la trasparenza in bolletta e sugli impianti di produzione gestiti da Trenta
  • la prospettiva che il fornitore diventi acquirente e canale di immissione sul mercato di energia rinnovabile prodotta nei territori da associazioni e cittadini con impianti collettivi di piccola taglia.
L’offerta commerciale e le condizioni economiche previste dalla convenzione non sono riservate ai GAS e ai DES che vi hanno lavorato, ma sono aperte a tutti i cittadini; aderendo, possono dare un contributo significativo ad un mondo più pulito, partecipato, solidale.
 
"Il Progetto CO-Energia ha però una sua peculiarità: è caratterizzato dai grandi numeri! Per questo motivo, se vogliamo che questo progetto possa svilupparsi, c’è bisogno che tutti i soggetti che ne riconoscono la valenza positiva partecipino attivamente. Il percorso perché possa decollare, è necessaria la partecipazione di nuovi soggetti."
 
Per sviluppare/lanciare il progetto sul piano nazionale viene convocata l' Assemblea del Gruppo Nazionale Energia il 1° dicembre 2012, ore 9,30-16,30 a Bologna, presso il Cassero di Porta Galliera, P.zza XX Settembre.
Qui potete scaricare il documento di convocazione dell'assemblea.

Sin da ora chi desidera attivare una fornitura di energia pulita al 100%  può collegarsi al sito di Co-Energia e scegliere tra le opzioni possibili.

 

domenica 18 novembre 2012

L'acqua virtuale


Alcune domande a cui il video risponde in maniera semplice. Quanta è l'acqua sulla terra?  Quanta ne usiamo per il consumo umano? Quanta ne contiene 1Kg. di carne?


Risparmio di acqua
Sul risparmio di acqua sono interessanti i consigli del meteorologo Luca Lombroso tratti da un articolo pubblicato sul suo  blog . Eccoli:
 
..... i veri consigli per risparmiare acqua e combattare la siccità, alcuni comuni a quelli del caldo, altri nuovi e diversi, alcuni per l’individuo, altri per il mondo politico, economico ed agricolo
  1. Riduci drasticamente le emissioni di gas serra
  2. Ferma la deforestazione
  3. Smetti di cementificare il territorio
  4. Scegli colture meno esigenti d’acqua
  5. Usa metodi di irrigazione più efficienti
  6. Non irrigare inutilmente rotatorie e aiuole,men che meno spruzzando l’acqua in strada
  7. Prendi un caffè in meno
  8. Riduci il consumo di carne soprattutto di manzo
  9. Non buttare la maglietta solo perché non è più di moda
  10. Ripara le scarpe vecchie anziché cambiarle
Vi chiederete che serve un caffè in meno o l’hamburger e ancor più la maglietta o le scarpe: ebbene, i veri consumi come nell’energia sono quelli occulti, legati allo stile di vita o meglio ancora al modello di sviluppo consumista e capitalista: un caffè infatti ha un’impronta idrica di 140 litri, un kg di carne di manzo di 16000 l, una maglietta da 2 a 20000 litri e un paio di scarpe se non ricordo male di altri 8000 o più. Ecco, ora che avete fatto queste cose, chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti: qualcuno dice che per l’educazione ambientale dobbiamo partire dalle scuole. Forse invece è il caso di portarla in parlamento e nei Consigli di Amministrazione.

Vedasi anche il suo ultimo libro di recente pubblicato:
 APOCALYPSE NOW?
Clima, Ambiente, Cataclismi – POSSIAMO SALVARE IL MONDO. ORA
di Luca Lombroso
Edizioni Artestampa

mercoledì 14 novembre 2012

APUNTAMENTI NOVEMBRE 2012 ALLO STRANAMORE

VENERDI’ 16 Novembre 2012,–ORE 21.00
INCONTRO PUBBLICO 
RETENERGIE: UNA COOP DI CITTADINI PER LO SVILUPPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI


Pinerolo TO via Bignone 89 (mappa)
presso l'Associazione Culturale Stranamore.

Argomenti:
-presentazione della Coop. Retenergie e dei servizi 
-gruppi di acquisto per il solare termico e fotovoltaico, 
-diagnosi energetica di edifici,
-nuovo fornitore di elettricità con 100% di energie rinnovabili!
Per informazioni consultare il sito WEB : http://www.retenergie.it/
INTERVERRANNO:
- Marco Mariano, Presidente della società cooperativa RETENERGIE;
- Raffaella Cignarale responsabile dei servizi ai soci
La cittadinanza è invitata.



Sabato 24 Novembre 2012, 15:00–20:00


MERCATINO TEMPORANEO ASTORFLEX.



Pinerolo TO via Bignone 89 (mappa)
presso l'Associazione Culturale Stranamore.




- Si potranno acquistare tutte le scarpe Astorflex, gli scarponi da trekking di Gronell.
- Verranno presentati capi di abbigliamento dei Produttori Indipendenti, felpe e maglie, colorati con succhi di frutta.
- Saranno disponibili le magliette MDF (T-Shirt e Polo a manica corta) per finanziare il movimento della decrescita felice).
- Troverete le borse Astorflex e le borse LaLus.

Sabato 24 Novembre 2012, 15:30–18:30


NELL'AMBITO DELLA SETTIMANA EUROPEA DI RIDUZIONE DEI RIFIUTI



LE RIBICI – RECUPERO PER IL RIUSO DI BICICLETTE CHE ANDREBBERO GETTATE NELL'ISOLA ECOLOGICA

Pinerolo TO via Bignone 89 (mappa)
presso l'Associazione Culturale Stranamore.

PROGRAMMA DEL POMERIGGIO CON LE RIBICI


Ore 15 – 18,30 - Invitiamo la cittadinanza del pinerolese ed i nostri soci (circolo ARCI) di donare le loro vecchie biciclette rotte, non funzionanti o che non usano più da tempo alla nostra asssociazione. Coloro che vorranno potranno portarle presso la sede della Associazione oppure telefonare (Tel. +39.0121-374981) ed un addetto andrà a prenderle a domicilio. Si accetteranno biciclette rotte anche non integre ma non verrano ritirate le biciclette con il telaio rotto e/o spezzato (i nostri giovani riparatori non garantiscono la saldatura del telaio). Le biciclette durante la stagione invernale saranno riparate dai nostri giovani soci e nella primavera 2013 verrà organizzata una gita (escursione) in bicicletta utilizzando le biciclette recuperate. In seguito le biciclette saranno messe a disposizione (noleggiate gratuitamente) dei soci della nostra associazione per gli spostamenti.

ORE 16,30 DIBATTITO


PRATICHE DI RIDUZIONE DEI RIFIUTI - POSSIBILITA' CONCRETE DI GESTIONE NELLA NOSTRA PROVINCIA Interviene: Pier Claudio Cavallari.CARP (Coordinamento Rifiuti Piemonte)






martedì 13 novembre 2012

Ora basta ciclisti morti, manifestazione nazionale venerdì 16 novembre 2012

[dal sito #Salvacicilsti] Dopo lo choc, la reazione. Dopo la brutta, iniqua, imperdonabile uccisione di A.T. i ciclisti organizzati convocano una manifestazione nazionale in tutte le città d’Italia che vogliano aderire. La data prescelta è venerdì 16 novembre, a partire dalle 19, nei luoghi di ritrovo che ogni gruppo locale vorrà utilizzare.
Le città aderenti finora sono Milano, Roma, Napoli, Catania, Torino, Bologna, Pavia, Cagliari. Ci scusiamo da subito se nel frattempo se ne è aggiunta qualcun’altra, visto che l’appuntamento sta montando di ora in ora. Qui il link all’appuntamento Facebook, qui un altro per la notizia da divulgare, qui potete confermare la vostra presenza all'appuntamento di Pinerolo (Venerdì 16 novembre Ore 20,30 - davanti al  MUNICIPIO DI PINEROLO)
Ognuno sceglierà le proprie modalità di manifestare, che sia una biciclettata o dei flash mob o quello che volete. Ma tutto per dire “ora basta morti in strada, servono azioni immediate”.
Pensando ad A.
 
Il movimento #Salvaiciclisti Pinerolese è attivo da qualche mese ed il 16 ottobre 2012 alle 15.00 ha presentato al sindaco di Pinerolo questo documento  sui problemi della mobilità, sicurezza e piste ciclabili a Pinerolo il documento è stato accompagnato da più di 800 firme.
 

lunedì 12 novembre 2012

RETENERGIE INCONTRO PUBBLICO - Venerdi 16 Novembre 2012 ore 21 a STRANAMORE - PINEROLO

INCONTRO PUBBLICO
RETENERGIE: UNA COOP DI CITTADINI PER LO SVILUPPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI
ASSOCIAZIONE STRANAMORE - VIA BIGNONE,89 - PINEROLO
 VENERDI’ 16 Novembre – ORE 21.00
 Argomenti:
-presentazione della Coop. Retenergie e dei servizi
-gruppi di acquisto per il solare termico e fotovoltaico,
-diagnosi energetica di edifici,
-nuovo fornitore di elettricità con 100% di energie rinnovabili!
Per informazioni consultare il sito WEB : http://www.retenergie.it/

INTERVERRANNO:
- Marco Mariano, Presidente della società cooperativa RETENERGIE;
- Raffaella Cignarale responsabile dei servizi ai soci
La cittadinanza è invitata.


RETENERGIE:
CHI SIAMO, DA DOVE VENIAMO, DOVE CI PIACEREBBE ANDARE
 
La Cooperativa RETENERGIE nasce nel Dicembre 2008 dall’iniziativa di un gruppo di cittadini che vogliono diventare protagonisti del mercato energetico, favorendo la transizione a un modello più sostenibile dal punto di vista economico sociale ed ambientale. È un’evoluzione, in un’ottica imprenditoriale, del percorso iniziato nel 2007 dall’Associazione Solare Collettivo Onlus.
Retenergie sperimenta giorno per giorno nuovi modelli di democratizzazione energetica cercando di realizzare un circolo virtuoso tra produzione e consumo di energia da fonti rinnovabili. La nostra azione vuole promuovere la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo energetico in cui il cittadino è proprietario degli impianti di produzione dell’energia elettrica da lui utilizzata.
Per questo motivo, Retenergie
  • realizza, da subito, impianti per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili attraverso la forma dell'azionariato popolare offrendo una equa remunerazione ai capitali investiti
  • attua, da subito azioni di risparmio ed efficienza energetica direttamente nelle abitazioni o nelle aziende dei soci attraverso consulenze, convenzioni e gestione di Gruppi d’acquisto Fotovoltaici
  • conferirà ai soci, in prospettiva, l’energia prodotta, chiudendo così un circolo virtuoso che parte dalla produzione arrivando fino al consumo.  
Retenergie propone ai propri soci una forma di investimento dalle forti connotazioni etiche e sociali. I criteri con cui vengono identificati i nuovi investimenti comprendono:

  • attenzione all’ambiente: ad esempio si realizzano solo impianti fotovoltaici su edifici, rifiutando di occupare terreno agricolo pregiato, allo stesso modo si realizzano solo impianti idroelettrici che non generino impatti su corsi d’acqua naturali;
  • attenzione al tessuto economico: si privilegia l’utilizzo di tecnologia italiana;
  • attenzione ai lavoratori: si privilegia la collaborazione con altre imprese sociali (comprese le cooperative sociali) e si pone grande attenzione al tema della sicurezza dei lavoratori;
  • attenzione al tessuto sociale: si privilegia la collaborazioni con enti pubblici o dell’economia solidale.
COSA FACCIAMO
Retenergie ha oltre 500 soci che hanno finora versato un capitale pari a 570 000 € e alimentato un prestito sociale pari a 425 000 €. La cooperativa ha ormai una diffusione nazionale e ha sviluppato Nodi Locali dotati di relativa autonomia. Sono attualmente attivi Nodi Locali in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Toscana.
Ad oggi sono stati realizzati sei impianti fotovoltaici collettivi per un totale di circa 450 kWp capaci di coprire i consumi energetici di circa 150 abitazioni.
Tra il 2009 e il 2011 ha promosso la realizzazione di 120 impianti fotovoltaici singoli installati su abitazioni private, attraverso dei Gruppi d’acquisto Fotovoltaici, per un totale di circa 400 kWp.
Entro la fine del 2014 verranno realizzati due impianti idroelettrici per un totale di 130 kW capaci di coprire i consumi energetici di 120 famiglie ed è in corso la valutazione di un progetto eolico da 60 kWp. 
Nel corso del 2013 verranno attivati sportelli energia locali, in grado di offrire servizi di consulenza energetica ai soci.

  • Saranno offerte a prezzo convenzionato le diagnosi energetiche degli edifici, grazie alle quali ciascuno potrà conoscere quali interventi può realizzare per diminuire le bollette di elettricità e di gas a casa propria.
  • Vengono inoltre organizzati del Gruppi d’Acquisto per impianti Solari Termici e Fotovoltaici
  • In attesa di poter fornire ai nostri soci direttamente l’energia prodotta dai nostri impianti, abbiamo stipulato una Convenzione con la società di distribuzione Trenta S.p.A. Trenta è una società del gruppo Dolomiti Energia controllato da Provincia di Trento, Comune di Trento e Comune di Rovereto.
Trenta commercializza energia elettrica prodotta da proprie fonti rinnovabili.
Grazie a questa convenzione i nostri soci possono usufruire della fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili certificata. Lo sconto assicurato per i soci di Retenergie determina prezzi concorrenziali con le tradizionali offerte presenti sul mercato, più bassi rispetto ad altre offerte di energia rinnovabile.
 
COME SI PARTECIPA
La cooperativa è un ente economico che ha l’obiettivo di realizzare utili economici. I capitali raccolti non costituiscono una donazione ma neppure una speculazione: sono un investimento. La cooperativa è aperta a singoli cittadini, aziende e amministrazioni; la partecipazione può essere sotto due forme comunque interscambiabili:
  • Soci Sovventori – interessati ad intervenire con una partecipazione di capitale finalizzata alla realizzazione dei progetti preventivamente definiti dall’assemblea dei soci col Piano di Potenziamento e Sviluppo, con un rendimento economico basato sul risultato annuale della società. La quota minima è pari a 500 € e il capitale risulta vincolato per un certo numero di anni.
  • Soci Cooperatori – interessati ad utilizzare beni e servizi nel campo dell’efficientamento e del risparmio energetico attraverso consulenze e convenzioni, versano una quota di 50 €.
C’è inoltre la possibilità per i soci di fare un Prestito Sociale annuale ad un tasso d’interesse del 3% lordo per sostenere gli investimenti.
 
www.retenergie.it

martedì 6 novembre 2012

Iniziativa dei cittadini Europei per l'Acqua Pubblica


La battaglia per l'acqua bene comune continua e, ancora una volta, abbiamo bisogno del vostro supporto. 
 
Così come in Italia, in molti paesi europei l'acqua non è considerata un diritto ma una merce da vendere e comprare.
 

Finalmente, però, è possibile sottoscrivere un proposta di iniziativa europea perché le risorse idriche siano messe fuori dal mercato e dai processi di privatizzazione in tutti i paesi europei.
In che modo? Attraverso il nuovo strumento legislativo di democrazia diretta dell'ICE (iniziativa dei cittadini europei). Per presentare un'ICE servono un milione di firme da almeno sette paesi dell'unione.
Come si fa a sottoscrivere? Per avere più informazioni vai su www.acquapubblica.eu, oppure clicca qui per firmare direttamente, è semplicissimo e bastano pochi minuti.

Firma e fai firmare per l'acqua diritto umano universale, inoltra questa mail ai tuoi amici, ai tuoi colleghi, ai tuoi conoscenti. Condividi il testo di questo post e il video Youtube su Facebook, Twitter e Google+.

Scegli di essere parte delle decisioni. Scegli per l'acqua diritto umano universale. In Italia e in Europa.

Grazie,
Forum Italiano dei Movimenti per L'Acqua
FP-CGIL
 


 
 

domenica 4 novembre 2012

Invito a firmare on line la petizione "Meno Rifiuti Più Benessere in 10 mosse"

 
In vista della settimana europea per la riduzione dei rifiuti (17-25 novembre 2012) invitiamo ad aderire alla campagna  "Meno rifiuti più benessere in 10 mosse" firmando on line.  La campagna promossa dall'Associazione Comuni Virtuosi - in collaborazione con Italia Nostra e Adiconsum - è finalizzata a chiedere al mondo dell'industria e della distribuzione di prendersi carico di prodotti e imballaggi che immettono in commercio.
Potete leggere le 10 mosse richieste alle aziende per alleggerire l'impatto ambientale di imballaggi e articoli usa e getta, e poi... Firmare la petizione per sostenere la campagna!
 
 MENO RIFIUTI - PIÙ BENESSERE in 10 mosse
 
I parte: Gli argomenti della premessa

- La produzione dei rifiuti è destinata ad aumentare a livello mondiale
- L'Italia si colloca tra i paese membri meno performanti nella gestione dei rifiuti in Europa
- Il Rapporto rifiuti Urbani 2012 dell'ISPRA non presenta miglioramenti di rilievo
- La roadmap europea indica come indispensabile un uso efficiente delle risorse
- La maggior parte dei comuni italiani non ha raggiunto gli obiettivi di raccolta differenziata ( 60%) previsti per legge al 2011
- Il riciclo eco efficiente, motore di un'economia green che crea nuovi posti di lavoro e riduce la dipendenza dalle importazioni di materie prime ed energia
II parte : I motivi dell'appello al mondo della produzione e distribuzione contenuto nel documento
-Gli Enti locali non dispongono di risorse per affrontare aumenti dei costi di gestione dei rifiuti e per finanziare programmi di miglioramento della RD
-La prevenzione dei rifiuti e la produzione ecocompatibile di prodotti e imballaggi inclusa la loro piena riciclabilità ( ma anche le possibilità di riuso riparazione, ecc, insite nei beni) è un processo che viene determinato dalla fase di progettazione e quindi dalle aziende
-La migliore delle raccolte differenziate possibile che gli enti locali possono realizzare deve fare i conti con i limiti di progettazione ed ecodesign dei materiali e oggetti raccolti. Il riciclaggio, ad esempio, è un processo industriale che richiede un flusso continuo di materiali idonei reperibile alla fonte e uno sbocco di mercato garantito.
-E' necessario un gioco di squadra da parte di tutti i portatori di interesse per ridurre gli sprechi e le diseconomie, abbassare i costi gestionali dei processi e recuperare risorse per il benessere comune.
Leggi la II parte del documento e l'elenco delle 10 azioni che trovi anche elencate in questa pagina. clicca qui>>
Scarica qui il documento completo>>
 

10 AZIONI PER L'INDUSTRIA UTILIZZATRICE DI PACKAGING E LA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA DA METTERE IN PRATICA SENZA INDUGI E PROMUOVERE CON UN'APPROPRIATA COMUNICAZIONE

1) Sostituire tutti gli imballaggi non riciclabili, che impediscono un riciclo efficiente o che compromettono la qualità del riciclo con imballaggi riciclabili andando verso l'impiego di monomateriali (o imballaggi di più materiali, tra di loro facilmente separabili e per i quali esista una filiera del riciclo). Inoltre nell'impiego di materiali teoricamente riciclabili o compostabili come ad esempio il PLA (o acido Poli-lattico) va verificato se la filiera di raccolta esistente al momento sul territorio nazionale è in grado di gestire il materiale senza disfunzioni e se lo stesso può essere effettivamente compostato o riciclato con metodologie meccaniche o chimiche. Stessi accorgimenti sono applicabili dal mondo della grande distribuzione organizzata (GDO) per il packaging dei prodotti a marca propria e nei confezionamenti dei prodotti alimentari che avvengono nei punti vendita.

2) Ridurre il peso degli imballaggi con l'eliminazione dei doppi imballaggi e componenti accessori all'imballaggio superflui e la messa in commercio di prodotti iperconcentrati o allo stato solido. Tra i doppi imballaggi (o packaging secondario) di cui si può fare a meno ci sono le confezioni di cartoncino che contengono dentifrici o altri prodotti di detergenza per il corpo e gli involucri impiegati per avvolgere le due confezioni di caffè macinato utilizzati da molte marche note, sostituibili con una grafica dell'imballaggio primario che evidenzi l'impossibilità di un acquisto separato delle 2 unità. Alcuni componenti accessori dell'imballaggio, oltre a complicare conferimento e riciclaggio quando non separabili, costituiscono uno spreco evitabile come ad esempio tappi e fascette per richiudere le confezioni ma anche i manici dei flaconi. Si può tranquillamente tornare a fare a meno dei tappi a vite o a linguetta applicati a contenitori in tetrapack soprattutto quando termosaldati e difficilmente separabili. Esistono in commercio soluzioni riutilizzabili che possono assolvere alle stesse funzioni garantite dalle parti accessorie (come clip e mollette per richiudere le confezioni al posto delle fascette). Ripensare le formulazioni dei prodotti in particolare nel settore della detergenza dove il principale ingrediente è l'acqua e mettere a disposizione prodotti iperconcentrati o in forma solida si possono evitare tonnellate di plastica, ridurre i viaggi dei camion e le emissioni di Co2 complessive dovute alla produzione, distribuzione e riciclo del packaging.

3) Sostituire o eliminare negli imballaggi quelle componenti che ne impediscono o complicano il riciclaggio come le etichette sleeves e l'uso di additivi, coloranti e composti esterni. Le etichette sleeves che rivestono tutto il contenitore creano enormi problemi quando sono di diverso materiale plastico rispetto al contenitore che rivestono. Per motivi tecnici ed economici vengono scelte in PVC in molti casi e applicate su contenitori in PET. Questa pratica compromette il riciclaggio sin dalle prime fasi di selezione. A causa della sleeve in PVC il contenitore in PET non viene riconosciuto dai lettori ottici degli impianti di selezione automatica e viene scartato finendo in discarica o negli inceneritori visto anche l'insostenibilità economica della selezione e rimozione manuale dell'etichetta. Se le bottiglie di plastica delle bevande fossero tutte di PET trasparente la riciclabilità sarebbe ottimale (evitando selezioni per colore e massimizzando il valore del materiale riciclato) ed è per questo motivo che in Giappone è consentito produrre solo bottiglie trasparenti.

4) Ottimizzare l'impiego dei materiali e del design dei contenitori ai fini di un riciclo efficiente. Una nota marca ha lanciato una nuova confezione basica senza manico e in PET per un suo detersivo comunicando i motivi della scelta. Una riduzione dell'eterogeneità delle plastiche con l'utilizzo di polimeri più pregiati ai fini del riciclo è stata perseguita recentemente da aziende leader della GDO in Canada dove per il confezionamento in house verranno usati contenitori e vaschette termoformate in PET invece che in PVC . Questa decisione ha non solamente sottratto il pvc alle discariche e soprattutto dagli inceneritori (il pvc è il precursore delle famigerate diossine) ma sta condizionando anche le decisioni sul packaging che le aziende di marca stanno prendendo.

5)Promuovere l’uso di contenitori a rendere (anche in plastica infrangibile)

6)Utilizzare ove possibile materiale riciclato
per realizzare il packaging al posto di materia vergine.

7) Adottare un sistema di marcatura/etichettatura degli imballaggi che possa comunicare in modo chiaro e trasparente al consumatore il grado di riciclabilità dell’imballaggio stesso. Sulla base di questo grado di riciclabilità potrebbe essere fissato il livello di contributo ambientale che tale imballaggio deve pagare al sistema di raccolta.
8) Nei punti vendita della GDO: favorire la nascita di circuiti specifici a “filiera breve” raccolta-riciclo-riprodotto, anche con sistemi a cauzione come avviene ad esempio in molte catene GDO centro europee.

9) Nei punti vendita della GDO: eliminare l'imballaggio eccessivo e ridurre il consumo di sacchetti monouso per l'ortofrutta.
Per quanto riguarda alcuni prodotti alimentari confezionati in loco (ad es i formaggi) è possibile ridurre l'imballaggio alla sola pellicola eliminando i vassoi in polistirolo. Nel settore ortofrutta si può ridurre il consumo di sacchetti monouso mettendo a disposizione dei clienti una soluzione riutilizzabile come i retini in cotone o poliestere proposti dalla campagna Porta la Sporta con l'iniziativa Mettila in rete.

10) Nei punti vendita della GDO: favorire un cambio di abitudini che spinga i cittadini consumatori al riutilizzo di contenitori portati da casa e all'adozione di prodotti con parti intercambiabili adatti all'uso multiplo in quanto unica strategia possibile ed efficace per ridurre il consumo usa e getta. Per quanto riguarda i prodotti acquistabili sfusi con contenitori riutilizzabili del settore detersivi e detergenti per la casa e la persona è stato rilevato da negozi specializzati in prodotti sfusi che, quanto più ampio è l'assortimento a disposizione dei clienti, tanto maggiore diventa lo smercio con questa modalità. La GDO può guidare le scelte dei consumatori dalle versioni usa e getta a versioni adatte all'uso multiplo mettendo a disposizione e valorizzando queste ultime. Partendo da un oggetto usato quotidianamente come lo spazzolino da denti va notato che l'offerta di modelli con testine intercambiabili è quasi inesistente o poco visibile. Solamente la Coop ha in assortimento un modello di spazzolino con testine intercambiabili a marca propria (realizzato in Italia) in tutti i punti vendita. Tutti i modelli di spazzolini presenti in assortimento sugli scaffali delle maggiori insegne della GDO sono spazzolini monouso che per lo più arrivano dalla Cina, tranne un unico modello che non è però capillarmente diffuso nei punti vendita.