giovedì 29 marzo 2012

Porta la sporta 2012

settimana nazionale porta la sporta dal 14 al 22 aprile 2012Torna anche quest'anno la Settimana Nazionale Porta la Sporta -giunta alla sua terza edizione- che promuoviamo in collaborazione con le associazioni partner della campagna: WWF, Italia Nostra, Touring Club Italiano e Adiconsum e con il Patrocinio del Ministero dell'Ambiente. Scopo di questo evento annuale è portare ad un pubblico sempre più vasto i temi e il progetto di Porta la Sporta che dal marzo del 2009 si è assunto il compito di far crescere nell'opinione pubblica una maggiore consapevolezza ambientale. Attraverso un'informazione mirata su quali siano le conseguenze dei nostri stili di vita e di consumo sullo stato attuale del pianeta e la proposta di alternative di consumo più sostenibili si è cercato di accelerare un cambiamento non più rimandabile. Ciascuno di noi deve essere consapevole che in ogni gesto quotidiano è possibile fare molto per diminuire la pressione sulle risorse naturali e senza provare alcun fastidio o fatica, anzi, traendone persino soddisfazione! Perché allora non passare dalle intenzioni ai fatti e trasmettere il messaggio?
La settimana “Porta la Sporta” si propone di coinvolgere durante la sua durata quanti più soggetti possibili a partecipare con iniziative che abbiano come obiettivo la prevenzione e la riduzione degli imballaggi e di altri articoli usa e getta che fanno crescere la nostra pattumiera aggravando il consumo di risorse. A scelta, i partecipanti alla settimana potranno promuovere nella loro comunità azioni come l'adozione della sporta così come di altre soluzioni che eliminino o sostituiscano il monouso con soluzioni riutilizzabili o prodotti adatti all'uso multiplo. Vengono qui in aiuto le specifiche iniziative all'interno della campagna come Meno plastica per tutti, Mettila in rete e Sfida all'ultima sporta per scuole e negozi.
L'invito a partecipare è rivolto a ogni tipologia di azienda e impresa, al settore del retail (alimentare e non), associazioni e organizzazioni no profit, istituti scolastici di ogni grado, enti e istituzioni nazionali e locali, siti/blog, e, ovviamente, cittadini tutti.
I materiali di comunicazione correlati dell'evento come la locandina, il comunicato stampa e le istruzioni e suggerimenti su come partecipare si possono consultare o scaricare dalla griglia Allegati informativi sull'homepage del sito.
Altri suggerimenti si possono trovare visionando la sezione Entra in azione del sito.
Tra i 19 gruppi della Grande Distribuzione Organizzata che hanno partecipato alla scorsa edizione hanno già dato la loro adesione preventiva: Auchan, Coop Liguria, Coop Lombardia, Coop Piemonte (Novacoop), Coop Centro Italia, Despar Nordest, Esselunga, Maxi Tigre e Oasi, Nordiconad, Simply Sma e Unes Supermercati.
Perché dobbiamo cambiare modelli di consumo
Consumiamo troppo e da troppo tempo preleviamo in maniera eccessiva e incontrollata ogni genere di risorse restituendo scarti solidi, liquidi e gassosi in quantità tali da non poter più essere metabolizzate dai sistemi naturali. Anche quando utilizziamo risorse rinnovabili, come le foreste, i prodotti agricoli o i pesci degli oceani dobbiamo renderci conto che tali risorse sono rinnovabili solo a patto che le preleviamo in una percentuale che sia rispettosa dei loro tempi di rigenerazione.
Sarà impossibile uscire dall'attuale crisi economica ed ambientale se non riusciremo a vivere nei limiti ecologici dell'unico pianeta che abbiamo a disposizione. Ma possiamo trasformare questa crisi in un'incredibile opportunità di miglioramento se saremo capaci di uscire dagli schemi attuali rispondendo con grande capacità di adattamento, con nuovi progetti economici e sociali, con nuovi comportamenti consapevoli capaci di dare una possibilità di futuro sulla terra anche alle prossime generazioni. Anche l'amara constatazione sulla lentezza delle risposte dei governi rispetto alla velocità dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale ci deve spingere a metterci in gioco tutti, individualmente, come decisori politici, aziendali, cittadini. Dobbiamo tenere conto che i cambiamenti dall’alto avvengono, per lo più, quando ci sono governi rappresentativi di società mature dove la grande consapevolezza dei cittadini preme la politica ad agire. Quindi l’obiettivo è perseguibile agendo insieme: un'accresciuta consapevolezza dei singoli che adottano comportamenti più sostenibili spingerà automaticamente anche la politica di alto livello a fare le scelte giuste nei consessi internazionali così come a livello nazionale.
Un appuntamento internazionale per la sostenibilità
Parlando di sostenibilità in questo 2012 è impossibile non menzionare un importantissimo appuntamento internazionale: Rio+20, una nuova grande Conferenza delle Nazioni Unite che torna a Rio de Janeiro venti anni dopo la Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo nel giugno del 1992 e nota come Earth Summit.
Tra gli obiettivi: assicurare un impegno politico per uno sviluppo sostenibile, che comporti l'attuazione degli impegni già presi, finora non ottemperati, e che affronti le nuove emergenze di un pianeta che nel 2011 ha raggiunto i 7 miliardi di abitanti. E che secondo le Nazioni Unite potrebbe contarne più di 9 miliardi nel 2050. E' forte la speranza nella comunità scientifica internazionale che la Conferenza di Rio possa costituire un vero punto di svolta verso una nuova economia che metta al centro lo straordinario capitale naturale che costituisce la precondizione per qualsiasi tipo di sviluppo sociale ed economico dell'umanità. (su Rio+20 vedasi articoli precdenti su questo blog)
[Articolo tratto dal sito di porta la sporta] 

lunedì 26 marzo 2012

26 marzo 2012: Sesta Giornata mondiale della lentezza


Da Milano A Londra, Impariamo Tanti Modi Per Vivere Con Lentezza
Oggi lunedi' 26 marzo 2012 torna l’appuntamento con la Giornata Mondiale della Lentezza, giunta alla sua sesta edizione. Un momento di riflessione collettiva sui danni economici, ambientali e sociali del vivere a folle velocità, in un momento difficile di grandi trasformazioni, confusione e incertezza.

Parola d’ordine: prendersi una pausa, rallentare. Starà poi a ciascuno trovare il modo migliore per interpretare questa idea, dedicandosi ad una “attività lenta” o – perché no? – scegliendo di non fare proprio nulla. Non a caso la Giornata cade sempre di lunedì, il “giorno frenetico” per eccellenza.
“Il 26 marzo siamo tutti invitati ad impegnarci e partecipare, ognuno nella propria città, con amici, colleghi, in famiglia o da soli, creando un piccolo/grande momento di riflessione per raccogliere le forze, sorridere e voltare pagina, contribuendo a rivoluzionare il nostro mondo dalle fondamenta”.
Che cosa succede durante la Giornata Mondiale della Lentezza?
I due poli principali della Giornata saranno Milano e Londra, ai quali si aggiungeranno via via le centinaia di iniziative pubbliche e private sparse per il mondo che città, amministrazioni, gruppi o singoli vorranno dedicare alla Giornata Mondiale della Lentezza. L’elenco degli eventi  è disponibile sul sito www.vivereconlentezza.it e sulla sua versione inglese www.goslowbehappy.com, oltre che sui social network Facebook, Youtube e Twitter. 
Vivere con Lentezza è un progetto open source e work in progress che cresce di giorno in giorno grazie al contributo di tutti. 

Per maggiori informazioni:
info@vivereconlentezza.it
www.vivereconlentezza.it
Organizzazione di Volontariato L’Arte del Vivere con Lentezza
P.le Ponte Ticino, 7 – 27100 Pavia

sabato 24 marzo 2012

Il comitato Pinerolese per il si al referendum sulla caccia scrive ai consiglieri comunali del Comune di Pinerolo

Referendum regionale per la regolamentazione della caccia.
Domenica 3 giugno 2012 gli elettori piemontesi sono chiamati a votare un referendum regionale per la regolamentazione della caccia. I quesiti sottoposti agli elettori piemontesi riguardano:

1- protezione per 25 specie selvatiche oggi cacciabili (1) :

2- divieto di caccia sul terreno innevato (già oggi e così ma ci sono eccezioni: caccia alla volpe, agli ungulati e alla tipica fauna alpina);

3- abolizione delle deroghe ai limiti di carniere per le aziende faunistiche private (carniere uguale per tutti i cacciatori);

4- divieto di caccia la domenica.

Il referendum non è abrogativo dell’attività venatoria, ma richiede un ridimensionamento di questa proteggendo specie a rischio di estinzione o di scarso interesse venatorio.

Entro il 13 aprile la Commissione di Garanzia del Consiglio regionale (7 membri: un magistrato a riposo, due professori universitari di materie giuridiche, due avvocati e due ex consiglieri regionali) dovrà esprimere il parere sui quesiti referendari.
Recentemente anche a Pinerolo si è costituito un “Comitato per il sì al referendum regionale sulla caccia”, che ha iniziato l’informazione sui quesiti e sul diritto di voto dei cittadini,  Ci permettiamo perciò di chiedere a ciascuno di voi, che siete i rappresentanti politici della comunità pinerolese, il vostro parere sui quesiti del referendum, Per questo abbiamo intenzione di organizzare in maggio un incontro pubblico in cui, fin da ora, siete cordialmente invitati a partecipare. In ogni caso vorremmo poter informare i nostri concittadini, sulle vostre posizioni personali.
Nei prossimi giorni, conosciuto il testo del referendum nella forma ammessa, vi sottoporremo alla vostra attenzione un documento cui vi chiederemo una risposta da divulgare.
Ringraziamo per l’attenzione e per la collaborazione
Cordiali saluti
Luca Vicini
Presidente
Pinerolo, 23 marzo 2012

Per contattare il comitato Pinerolese scrivere una mail a: pinerolo.referendum.caccia@gmail.com

(1) Specie da proteggere
Uccelli 17 specie: quaglia (Coturnix coturnix),tortora (Streptopeia turtur),beccaccia (Scolopax rusticola),baccaccino (Gallinago gallinago), pernice rossa (Alectoris rufa),starna (Perdix perdix). cesena (Turdus pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos). tordo sassello (Turdus iliacus). germano reale (Anas platyrhynchos), colombaccio (Columba palumbus), cornacchia nera (Corvus corone), cornacchia grigia (Corvus corone cornix), gazza (Pica pica),pernice bianca (Lagopus mutus),fagiano di monte (Tetrao tetrix), coturnice (Alectoris graeca)
Mammiferi 8 specie: coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus),muflone (Ovis musimon),lepre bianca (Lepus timidus),volpe (Vulpes vulpes),camoscio (Rupicapra rupicapra),capriolo (Capreolus capreolus) cervo (Cervus elaphus),daino (Dama dama)

mercoledì 21 marzo 2012

martedì 20 marzo 2012

APPELLO CONTRO LA MULTIUTILITY DEL NORD


[comunicato forum dei movimenti per l'acqua]

Tra i primi firmatari personalità della cultura e dello spettacolo tra cui Rodotà, Fo, Rame, Rossi, Bisio

 
Un appello, quello pubblicato oggi su www.acquabenecomune.org , che viene lanciato da Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua in difesa dei referendum di giugno e contro il progetto della grande multiutility del Nord. Tra i primi firmatari nomi della cultura e dello spettacolo come Mondi Ovadia, Dario Fo, Stefano Rodotà, Elio e Mangoni, Nando Dalla Chiesa, Guido Cavalli, Franca Rame, Loris Mazzetti, Paolo Rossi, Basilio Rizzo, Guido Viale, Alberto Lucarelli, Vittorio Agnoletto, Luigi Ferraioli, Ugo Mattei, Bruno Bosco, Andrea Di Stefano, Elio Veltri, Luca Nivarra, Gaetano Azzariti, Roberto Biorcio, Emilio Molinari, Paolo Bisio, Daniele Silvestri, Paolo Jannacci, Ale e Franz, Mario Agostinelli, Maso Notarianni, Diego Parassole, Alberto Patrucco, Silvano Piccardi, Pietro Raitano, Luca Martinelli, Renato Sarti, Bebo Storti, Jole Garuti, Luca Koblas, Leonardo Manera, Nadia Volpi, Rita Pelusio, Henry Zaffa, Paolo Cacciari, Gianni Tamino.
“La proposta di creare una grande multiutility del Nord ci ripropone l'idea di vendere servizi essenziali per coprire buchi di bilancio e punta a superare i debiti delle aziende attraverso economie di scala. E’ un’operazione lobbistica e verticistica di istituzioni, manager e correnti di partiti, estranea alle città interessate, che espropria i consigli comunali dei loro poteri e allontana le decisioni dal controllo democratico. Oggi serve una gestione dell'acqua, dei rifiuti, del TPL, dell'energia prossima ai cittadini e alle Amministrazioni locali, per garantire la trasparenza e la partecipazione nella gestione dei servizi".
Con l'appello si contesta il progetto della grande multiutility sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché si tratta di un'operazione che non prevede dibattito pubblico che coinvolga le amministrazioni locali, le assemblee elettive, coloro che hanno promosso e vinto i referendum, le associazioni, i comitati, tutti coloro che vogliono preservare l’universalità dei diritti fondamentali, come l’acqua, e tutelare i diritti dei lavoratori. “Non si può accettare – si legge nell'appello – l'espropriazione delle condizioni minime per esercitare i diritti di cittadinanza, per garantire la riproducibilità della nostra vita associata in armonia con l'ambiente”. Nel merito perché “anni di privatizzazione lasciano aziende con miliardi di debito, aumento dei costi dei servizi per i cittadini, peggioramento delle condizioni dei lavoratori del settore, azzeramento degli investimenti in nuove reti, impianti e tecnologie, spreco di ingenti risorse naturali, finite e irriproducibili, e una drastica riduzione degli spazi di democrazia, di partecipazione e di trasparenza”.
“Chiediamo – conclude l'appello – a tutte le forze politiche, sociali e sindacali, in particolare quelle che hanno sostenuto i referendum, di prendere una posizione chiara opponendosi con decisione a questo progetto e portandolo alla discussione e al pubblico dibattito. Ci impegniamo a favorire tutti i possibili momenti informativi, di dibattito e di sensibilizzazione”.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua si mobiliterà a tutti i livelli per contrastare qualsiasi operazione che vada contro l'esito referendario di giugno e riproponga, come accadrebbe con questa enorme operazione finanziaria, la mercificazione di un bene comune essenziale e l’espropriazione della democrazia.


domenica 18 marzo 2012

A Marsiglia si chiude il FAME e nasce la Rete Europea per l’Acqua Pubblica

[articolo di Caterina Amicucci  tratto dal sito FAME D'ACQUA]
Si è chiuso ieri con una grande e colorata manifestazione che ha attraversato il centro di Marsiglia il Forum Mondiale Alternativo dell’acqua.
Contemporaneamente andava in scena ai margini della città il consueto carnevale locale, che quest’anno è stato finanziato delle multinazionali riunite nel Consiglio Mondiale dell’Acqua, l’organizzazione privata organizzatrice del foro ufficiale, ed è stato così costretto a partire dal Palazzo dei Congressi sede dei lavori.
Una fotografia che ben rappresenta il diverso esito dei due eventi. Il forum ufficiale, un flop costato milioni di euro e che ha costretto Nicolas Sarkozy a cancellare la sua partecipazione pochi giorni prima dell’apertura dei lavori, è stato snobbato da tutte le altre cariche degli stati incluso il nostro ministro Corrado Clini.
Dall’altro lato della città il forum alternativo in mattinata si era chiuso con l’approvazione di una dichiarazione finale che ribadisce la volontà del movimento di arrestare la privatizzazione e la finanziarizzazione dell’acqua e ottenere il pieno riconoscimento dell’acqua come diritto. 
Il testo contiene anche un diretto appello alle Nazioni Unite di riportare il dibattito politico sulle risorse idriche in seno istituzionale organizzando un forum “legittimo” a ottobre del 2014.
Un movimento che sembra crescere molto rapidamente e che esce dall’appuntamento marsigliese estremamente rafforzato. L’assemblea si è infatti conclusa con le dichiarazioni di impegno delle reti regionali. Il balzo in avanti più significativo è stato il lancio ufficiale della rete europea dei movimenti dell’acqua, fortemente voluta dalla delegazione italiana e che aveva mosso i suoi primi passi a Napoli lo scorso dicembre.
La rete ha varato una carta basata su quattro punti fondamentali: 
 1) l’acqua non è una merce ma un diritto universale ed un bene comune 
 2) il superamento del full cost recovery come principio guida del finanziamento del servizio idrico 
 3) garantire a tutti l’accesso al quantitativo minimo vitale d’acqua 
 4) la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione del servizio.

La prima attività su scala europea sarà quella di utilizzare l’Iniziativa dei cittadini Europei, ovvero lo strumento di democrazia diretta recentemente introdotto dal trattato di Lisbona. L’obiettivo è raccogliere un milione di firme in sette paesi per invertire la trazione privatizzatrice dell’Unione e proporre un’iniziativa legislativa alla Commissione.
Un bilancio positivo anche nei numeri e nella qualità del dibattito e della partecipazione. Oltre 2000 partecipanti registrati e 50 fra workshop e conferenze, che hanno approfondito tutti i principali temi legati all’acqua, ma soprattutto hanno rafforzato i legami e la strategia interna.
Una delle questioni che maggiormente ha animato i dibattiti è quella su quale modello di pubblico il movimento intende abbracciare. 
Un dibattito aperto che apre un interessante confronto sia culturale che fra tradizioni politiche diverse ed essenziale nella riflessione complessiva sul tema dei beni comuni. Nel giorno di chiusura è arrivata anche la notizia che la sezione francese di Amnesty International e Reporter sans Frontière hanno aperto un fascicolo sul caso dei mediattivisti fermati dalla polizia in occasione dell’apertura dei lavori del forum ufficiale. 
Gli attivisti erano stati prelevati dal palazzo dei congressi e trasportati in questura per poi essere rilasciati, al termine della cerimonia, senza nessuna spiegazione e richiesta di scuse. Un fatto inquietante che ben si sposa con la natura privatistica dell’evento.

giovedì 15 marzo 2012

Pinerolo 18-20 maggio 2012 prima edizione manifestazione Direfarecosolidale



Il 18-19-20 maggio 2012 si svolgerà a Pinerolo, nel centro storico (piazza San Donato), la  manifestazione  Direfarecosolidale.

Un incontro/manifestazione che vuole fornire degli esempi virtuosi per immaginare un futuro di transizione.  Ideato dall'associazione Pensieri in Piazza  e dal Gas Pinerolo Stranamore (Gruppo di acquisto solidale) con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pinerolo, organizzato con la Coldiretti, l’Arci, le coop. S.Domenico ed  Aliseo, la Mutua Pinerolese, gli  Sportelli Energia del Pinerolese, il Piano Locale Giovani, la Legambiente, le Organizzazioni Sindacali e molte altre istituzioni ed associazioni di volontariato, agricoltori, cooperative, artigiani e aziende che operano a vario titolo nella sostenibilità e nel mondo del solidale.
L'evento sarà strutturato attraverso diversi stand, una zona convegni e tre zone workshop dove si terranno laboratori e presentazioni di esperienze concrete di transizione. 
Negli spazi espositivi troverete l’agricoltura bio, l’agricoltura sociale, la filiera corta, l’energie alternative, il mutualismo, la cooperazione, il volontariato, la difesa dell’ambiente, la finanza etica, il commercio equo e solidale, il consumo critico, l’innovazione sostenibile,  il riciclo, il riuso, l'educazione ambientale e tanto altro.
Durante Direfarecosolidale sarà possibile informarsi, confrontarsi, conoscere tante realtà locali, attive sul territorio, altre realtà attive a livello nazionale ed anche acquistare i prodotti di artigiani e agricoltori . Domenica 20 per  tutto il giorno nei pressi dei portici della piazza ci sarà un Mercatino contadino (organizzato da Coldiretti, CIA - Confederazione Italiana Agricoltori, Asci – Associazione di solidarietà per la campagna) con prodotti bio e a Km0; saranno inoltre presenti banchi di alcuni produttori food e non food , fornitori della rete dei Gruppi di Acquisto Solidali.
Nei giorni della manifestazione si svolgeranno anche  dei laboratori per i bambini delle classi  elementari e materne ed incontri con gli studenti delle scuole superiori
L’ingresso alla manifestazione è assolutamente gratuito per tutti e tre i giorni
La presentazione dell’iniziativa alla stampa ed al pubblico, seguita da aperitivo con prodotti Coldiretti e Gas,  avverrà mercoledì 28 marzo alle ore 18 presso il Museo del Gusto di Frossasco

 I MODULI E MODALITA' PER CHI INTENDE PARTECIPARE COME ESPOSITORE E/O PRODUTTORE  ALLA MANIFESTAZIONE




DIREFARECOSOLIDALE – 18-20 maggio 2012
Modalità partecipazione espositori
1.  La partecipazione è dedicata a realtà che si occupano di: volontariato; associazionismo no profit; gruppi di acquisto; fornitori food e non food di gruppi di acquisto solidali; agricoltura contadina, biologica e/o a km zero; energie alternative e rifiuti; economie solidali e beni comuni; innovazioni sostenibili e nuove tecnologie.
2.    Le organizzazioni interessate alla partecipazione dovranno compilare la scheda di partecipazione scaricabile dal sito www.pensierinpiazza.it e inviarla entro e non oltre il 14/04/2012 all'indirizzo mail inmotis@gmail.com. Gli iscritti compariranno nel catalogo che verrà distribuito ai partecipanti della manifestazione.
            - specificando nell'oggetto "Nome Organizzazione – adesione Direfarecosolidale        2012" per le organizzazioni che intendono partecipare come STAND;
            - specificando nell'oggetto "Nome Organizzazione/Produttore – adesione mercatino   contadino 2012" per le organizzazioni/produttori che intendono partecipare al solo             MERCATINO CONTADINO di domenica 20 maggio 2012.
3.  Per l'allestimento degli stand gli espositori dovranno presentarsi il giorno 17 dalle 14.00 alle 16.00. Gli stand dovranno essere operativi dalle ore 9.00 alle ore 19.00 dei giorni successivi.
4.  Per la partecipazione al Mercatino Contadino dei prodotti bio e a km zero che si terrà nella sola giornata di domenica 20 maggio 2012 dalle ore 9.00 alle ore 19.00, gli espositori dovranno presentarsi per l'allestimento dei banchetti dalle ore 7.30 alle ore 8.30.
5.  Ad ogni espositore si chiede di contribuire alle spese organizzative versando una quota minima (30 €/dì per chi fa attività di vendita e 5€/dì per le associazioni e gli enti no profit) che verrà ritirata nel corso della manifestazione.
Quote: 5€/dì per le associazioni e gli enti no profit
     10€/dì per le associazioni e gli enti no profit che necessitano di attacco luce                  e/o gazebo
     15€ per gli agricoltori che intendono partecipare alla giornata del Mercatino                   Contadino
      30€/dì per chi fa attività di vendita
6.  Ogni espositore deve provvedere a portare gazebo, sedie, tavoli, prolunghe e qualsiasi altro materiale gli sia necessario per il proprio stand.
7.  Chi poi volesse fare delle iniziative nel corso della fiera (laboratori, attività di animazione, informazione e quant'altro) deve inviare le proprie proposte tempestivamente.
8.  Per ulteriori informazioni scrivete a inmotis@gmail.com specificando nell'oggetto "Ulteriori Informazioni Direfarecosolidale 2012".


lunedì 12 marzo 2012

Ascoltateli! 17 marzo a Torino digiuno a staffetta


Il 17 marzo 2012 avrà inizio a Torino, piazza Castello, un digiuno pubblico a staffetta, con l'aiuto e l'assistenza del Centro Studi Sereno RegisAscoltateli! chiede di aprire una discussione pubblica sul controverso progetto per la linea ad alta velocità in Val di Susa (TAV). Ascoltateli! è un appello in favore di tutti e tutte coloro che hanno chiesto di riconsiderare quest’opera nel quadro delle priorità italiane ed europee. È un appello, non solo per l'ascolto dei valsusini, ma di tutti gli esperti che hanno formulato critiche valide, che hanno il diritto di essere prese in considerazione.
Digiuneremo pubblicamente, in una tenda in piazza Castello che diventerà la nostra casa comune. Digiuneremo a staffetta con turni di 24, 48, 72 ore o più, secondo la preparazione, la disponibilità e la forza di ciascuno. Abbiamo scelto il digiuno perché è una forma forte di lotta nonviolenta, un’esperienza di approfondimento individuale e collettiva, di apertura verso tutti e tutte coloro che sono disponibili a un dialogo non solo formale.
Ascoltateli! chiede a tutti i cittadini affamati di verità e democrazia di nutrire con il loro sostegno questo digiuno pubblico collettivo.
La stessa iniziativa di digiuno pubblico si svolgerà contemporaneamente in altre città italiane.
Primi firmatari: Fabio Balocco, Vittorio Bertola, Fabrizio Biolé, Juri Bossuto, Giulietto Chiesa, Turi Cordaro (Salvatore Vaccaro), Michele Curto, Angelo D'Orsi, Angela Dogliotti, Paolo Hutter, Tony Manigrasso, Brunello Mantelli, Ugo Mattei, Luca Mercalli, Maurizio Pallante, Giovanni Salio, Susanna Schimperna, Gianni Vattimo, Guido Viale, Massimo Zucchetti
Torino, 10 marzo 2012

giovedì 8 marzo 2012

Di Qua Non Sono Libero - Sabato 17 marzo 2012 - Saluzzo (Cn)


Sabato 17 marzo a partire dalle ore 15,30 presso la sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Saluzzo verrà presentato il libro “DI QUA NON SONO LIBERO"
“Storie di migranti e di ordinario sfruttamento”
curato dal Comitato Antirazzista Saluzzese Alla giornata parteciperanno alcuni ospiti che porteranno le loro esperienze di lavoro e di volontariato a sostegno dei migranti. La cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione di Sesto San Giovanni si occupa di “attività a favore degli immigrati e delle immigrate con la strutturazione di alcuni progetti a sostegno dell´integrazione socio-lavorativa. Tutti gli interventi hanno come finalità l'esigibilità e la difesa dei diritti delle persone straniere, siano esse regolarmente soggiornanti o clandestine. Fornisce un “servizio di protezione sociale a favore di vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale, lavorativo, ac-cattonaggio ecc, centro filtro, pronto intervento, accoglienza maschile e femminile, prese in carico territoriali, accoglienza per rifugiati, sportelli territoriali”. A Saluzzo sarà presentato il video “Richard K. Una storia di Rosarno” prodotto dalla cooperativa stessa.
L’associazione EquoSud Autoproduzioni Equo Solidali di Rosarno porterà un container di arance e olio per i gruppi di acquisto solidale locali e per tutti coloro che vorranno acquistare dei prodotti ottenuti senza sfruttamento del lavoro nero e con una giusta retribuzione dei braccianti stranieri.
Molti africani che l’estate scorsa erano a Saluzzo si sono trasferiti proprio a Rosarno a cercare lavoro e alcuni di loro hanno trovato sostegno e accoglienza presso i produttori associati a EquoSud. Tra questi Ibrahim che era ospite a Verzuolo. Autore di testi pieni di rabbia e nostalgia per il proprio paese, sarà a Saluzzo a presentare le sue poesie.
Infine la dott.ssa Santa Di Prima, medico internista ospedaliero, collaboratrice di Medici Senza Frontiere. Dall’esperienza delle occupazioni a scopo abitativo da parte di rifugiati, a Torino nasce la Microclinica Fatih (dal nome di un ragazzo marocchino deceduto al CIE di C.so Brunelleschi senza aver ricevuto alcuna assistenza) ospitata presso il cen-tro sociale Gabrio. Creata dalla Dott.ssa Di Palma insieme a 2 infermieri professionali per dare informazioni sul SSN e sui diritti di salute dei migranti e per poter visitare e curare chi non ha accesso ad altri ambulatori. Attualmente prestano servizio volontario alla microclinica 6 medici, 3 infermieri e una volontaria non sanitaria. Nello stesso so locale vi è un ambulatorio di assistenza legale per migranti cui collaborano avvocati dell'ASGI.
Durante la giornata verrà allestita la mostra “Umano” di Alessio Mezzalama le cui opere illustrano anche il libro. I suoi lavori narrano di masse migratorie in fuga da destini segnati da guerre, malattie e povertà attraverso il mare, "che porta-no negli occhi e negli sguardi l’implorazione e la dignitosa richiesta di salvare le loro anime". L'arte come forma e mezzo di riflessione sociale e politica, per "mettere in evidenza alcuni avvenimenti dell'età contemporanea nella speranza di dar vita a una "coscienza sociale" in merito agli attuali fenomeni migratori, ma non solo.”
Gli attori Eva Cischino e Simone Morero accompagnati dalla musica di DJ Piddu reciteranno alcuni testi tratti dal libro

martedì 6 marzo 2012

Convegno: "Quali prospettive per l’agricoltura di montagna"

Riceviamo e pubblichiamo la notizia di un convegno che si terrà Bobbio Pellice (TO). Si parlerà di alpeggi, ma non solo: “Quali prospettive per l’agricoltura di montagna”. Sabato 10 marzo, ore 9:30. Interventi di Pierclaudio Michelin Salomon (Vicesindaco di Bobbio), Marzia Verona (Progetto Propast), Luigi Ferrero (Regione Piemonte). Tutti i cittadini, gli addetti ai lavori e gli amministratori sono invitati a partecipare.

domenica 4 marzo 2012

Parte la Campagna nazionale “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”


Un censimento per capire quanti sono gli edifici sfitti e inutilizzati in tutta Italia
Lunedì 27 febbraio in tutta Italia è partito un censimento dal basso del patrimonio edilizio esistente. Lo ha voluto il Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio, e verrà realizzato in ognuno degli oltre 8mila Comuni del Paese.
Si tratta della prima inchiesta capillare mai realizzata in Italia per quantificare il numero delle abitazioni e degli immobili ad uso commerciale e terziario non utilizzati, vuoti e sfitti.
A partire dalla prossima settimana, tutti i Sindaci italiani riceveranno una scheda di censimento (che potete scaricare a questo linkhttp://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/info_sul_forum/campagna-per-il-censimento) elaborata da amministratori, architetti, urbanisti e professionisti del settore. Gli enti locali sono chiamati a compilarla entro 6 mesi, restituendo così al Forum la mappa degli edifici sfitti su tutto il territorio nazionale.
Il Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio è nato a Cassinetta di Lugagnano il 29 ottobre 2011, vi aderiscono attualmente oltre 10.000 persone a titolo individuale e 589 Organizzazioni (64 associazioni nazionali e 525 tra associazioni e comitati locali). È nato con l’obiettivo di fermare il consumo di suolo nel nostro Paese, e il “censimento” dell’esistente è il primo passo per proporre un metodo di pianificazione -da adottare in tempi brevi- per scongiurare piani urbanistici lontani dai bisogni effettivi delle comunità locali, che prevedano sviluppi edilizi inutili ed eccessivi, data l’ampia disponibilità di edifici già esistenti. L’obiettivo: ripensare l’urbanistica, approvando piani a “crescita zero”.
Nelle ultime settimane sono nati oltre 70 comitati locali di “Salviamo il Paesaggio”, e molti altri seguiranno. Saranno le sentinelle attive in tutta Italia, e faranno pressione sulle amministrazioni locali per rendere possibile la compilazione dei censimenti comunali e per sensibilizzare i cittadini italiani sul consumo del territorio.
Ora spetta ai Sindaci, ai consigli comunali, ai tecnici contribuire all’esatta “misurazione” di questa mappa del territorio.
Il Forum nazionale si prepara, nel frattempo, ad elaborare una proposta di legge d’iniziativa popolare per assicurarsi che il metodo di pianificazione individuato diventi il criterio da adottare.
In ogni Comune. In tutta Italia.

venerdì 2 marzo 2012

WWF consiglia all'Italia e all'Europa di ridurre la propria impronta ecologica

[articolo tratto dal sito del WWF] Quasi 8 miliardi di metri cubi di acqua utilizzati, oltre 34 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti emesse in atmosfera, 8,5 milioni di ettari di terra sottratti ad agricoltura e biodiversità, più di 20 milioni di tonnellate di materiali ‘biotici’  (ovvero la biomassa coltivata) prelevati dagli ecosistemi, 38 milioni di tonnellate di materiali ‘abiotici’  (come sedimenti, rocce, minerali) erosi.

Un totale che vale mezza tonnellata di risorse all’anno prelevate in natura per ogni cittadino italiano.

È il peso del ‘fardello ecologico’ che ‘trascinano’ con sé le importazioni italiane di caffè (470mila tonnellate in un anno), carta e pasta di carta (7,6 milioni t), cotone (670mila t) e olio di palma (720mila t): quattro risorse naturali collegate a settori industriali strategici del mercato italiano, quali il tessile, l’alimentare e il cartario, il cui prelievo in natura e relativa filiera produttiva hanno un forte impatto sull’ambiente, e di cui i protagonisti del mercato, a partire dalle imprese, devono assumersi la responsabilità.
Lo rivela il nuovo studio ‘Market Transformation - Sostenibilità e mercati delle risorse primarie’, realizzato da WWF e Sustainable Europe Research Institute (SERI) in vista del summit mondiale sullo sviluppo sostenibile ‘Rio+20’, che analizza la pressione esercitata dai mercati globali sulle risorse naturali, con un focus specifico su quattro “commodities” prioritarie per il mercato italiano (caffè, cotone, carta e olio di palma), proponendo soluzioni concrete per costruire un mercato ‘meno insostenibile’. 


Secondo il rapporto WWF-SERI, dal 1980 al 2007 l’estrazione di risorse vergini a livello globale è passata da 15 miliardi di tonnellate a oltre 20 miliardi tonnellate annue con 35 aree prioritarie per la tutela della biodiversità individuate dal WWF (vedi mappa), dal Mediterraneo al Bacino del Congo, dai Mari Antartici ai Mari dell’Artico fino alle Galapagos, minacciate progressivamente da attività produttive, quali allevamenti e colture estensive, sovrasfruttamento degli stock ittici e acquacoltura

"Non esiste un'unica strategia vincente per la sostenibilità - viene spiegato nel rapporto -. L'eco-efficienza da sola difficilmente riuscirà a permettere di soddisfare in maniera sostenibile i bisogni di una popolazione crescente e desiderosa di accedere a consumi sempre maggiori". Per questo ognuno deve essere responsabile per la parte che lo riguarda.
 
Secondo il WWF, per porsi concretamente sulla strada della sostenibilità, l'Italia, insieme con l'Unione Europea, entro il 2030 dovrà ridurre a zero la domanda di terreno "nascosta" nelle proprie importazioni ed entro il 2050 ridurre dell'80% i propri prelievi diretti e indiretti di materiali utilizzati, del 95% le emissioni di gas serra e portare la propria impronta idrica a meno del 10% delle riserve disponibili. Con l'obiettivo di ridurre il proprio "fardello ecologico" fino a un decimo dei valori attuali entro pochi decenni.
 
Le imprese dovrebbero innanzitutto svolgere un'analisi delle politiche di approvvigionamento delle materie prime, valutando i rischi ambientali e sociali connessi alla catena di fornitura e identificando le aree di miglioramento. E poi avviare piani per la riduzione degli input di materie prime ed energia nella produzione dei beni e dei servizi e formulare strategie di indirizzo della politica di approvvigionamento che prevedano l'adesione a standard di sostenibilità e schemi di certificazione internazionalmente riconosciuti (es. FSC) e, ove possibile, la riduzione della domanda di risorse. Inoltre potrebbero fissare obiettivi pubblici di miglioramento sostanziale, supportati da una realistica programmazione e verificabili da parti terze entro precise scadenze e coinvolgere i propri fornitori sul tema dell'approvvigionamento responsabile, attraverso formazione e incentivi economici. Infine sarebbe utile che rendicontassero i risultati raggiunti e comunicassero il proprio impegno ambientale, anche attraverso la promozione dei propri prodotti "green", sensibilizzando i consumatori e scambiando esperienze e buone pratiche con altri operatori del mercato.
 
Le istituzioni da canto loro dovrebbero definire e sviluppare campagne di sensibilizzazione sul tema del consumo sostenibile, definire riforme che spostino il peso fiscale dal lavoro e dal reddito allutilizzo delle risorse e supportare con politiche pubbliche, comprese quelle relative al public procurement, i sistemi di produzione sostenibile. Inoltre potrebbero creare un ambiente favorevole allo sviluppo di standard volontari relativi all'uso delle risorse e alle pratiche di management che impattano sull'ambiente attraverso il coinvolgimento di imprese, NGO, associazioni dei consumatori, centri di ricerca ecc. e agire sulle condizioni economiche del commercio internazionale, sia con tariffe che nell'ambito dello sviluppo di accordi commerciali con altri Paesi (es. abolizione tariffe su importazione di materie certificate). Potrebbero anche imporre per via legislativa il rispetto di norme minime relative alla produzione di scarti, ad esempio proibendo l'utilizzo di imballaggi eccessivi o materiali non riciclabili e usare i canali delle relazioni diplomatiche per fare pressioni affinché i governi dei Paesi produttori delle risorse primarie assumano iniziative a difesa dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori e delle comunità minacciate. Infine sarebbe utile che definissero e sviluppassero iniziative dirette ai distretti industriali come un insieme organico, con il coinvolgimento di associazioni imprenditoriali e società civile, integrando nella rete di servizi e know how elementi di efficienza ambientale e sostenibilità.
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l WWF non indica un decalogo sul ruolo più che significativo che possono avere i cittadini, con i loro comportamenti di consumo e con le loro scelte sui prodotti per ottenere modifiche verso la sostenibilità ma suggerisce di calcolare la propria impronta di carbonio e idrica con lo strumento "carrello della spesa virtuale" su www.improntawwf.it/carrello.