venerdì 29 aprile 2011

Quesiti referendari sull'acqua

L'altro giorno nel corso di un'intervista telefonica con una giornalista mi sono accorto che non mi ricordavo esattamente e  facevo confusione sui meccanismi degli articoli  del decreto Ronchi che il referendum sull'acqua pubblica propone di abolire. Nella  ricerca di documentazione  oggi mi sono imbattuto in questo articolo scritto da Sara Paci pubblicato sul sito del Gas di Rimini che  propongo a tutti i lettori del blog (un ripasso può servire a tutti) perchè è sintetico e completo: in poche righe riassume bene la parte "tecnico legislativa"  dei 2 quesiti referendari .
A COSA DICIAMO SI' – Di cosa parlano i quesiti referendari
1° Quesito Finalità: fermare la privatizzazione dell’acqua
Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.
È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre  2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015. Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

2° Quesito Finalità : fuori i profitti dall'acqua 
Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché  la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio. Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull'acqua.

giovedì 28 aprile 2011

Il comitato di Pinerolo 2Si per l'acqua bene comune promuove la: Carta d'identità dell'acqua del sindaco

Mercoledì 4 maggio a Stranamore: Mercatino temporaneo Astroflex

Il giorno 4 maggio 2011 dalle ore 17,00 alle 22,00 presso l'Associazione Culturale Stranamore, Via Ettore Bignone 89, 10064 Pinerolo, si terrà il mercatino temporaneo dell' ASTORFLEX raggruppamento X i GAS.
Nonostante la discussione sull'Astroflex all'interno del mondo dei GAS prosegua (vedasi articolo dell'Altreconomia di
Ersilia Monti del GAS LoLa) abbiamo comunque deciso di ospitare questa iniziativa, pensiamo infatti che si può sfruttare l'occasione  anche  per discutere delle perplessità che possono insorgere su questa iniziativa con i diretti interessati.
Ecco in due parole come viene presentata dai promotori l'iniziativa:
A Castel d’Ario, paese in cui è nato e cresciuto il calzaturificio ASTOR FLEX, c’era una realtà calzaturiera artigianale: piccole aziende a gestione familiare che producevano zoccoli,
Con l’industrializzazione del dopo guerra il piccolo laboratorio ha iniziato a produrre calzature di diverse tipologie con lavorazione Ideal (cucitura esterna a bordo suola), lavorazione che io continuo dal 1984.
Si è passati da un’ azienda artigianale con una decina di operai agli ordierni 35 dipendenti diretti e 35 collaboratori esterni.
Negli ultimi anni si è diversificata la produzione introducendo nuovi modelli e varie lavorazioni per la grande distribuzione nazionale ed internazionale.
Da poco, spinti dalla crisi generale dovuta alla crescente offerta di manodopera a basso costo, e alla spasmodica ricerca del prezzo, abbiamo cercato un’alternativa alla classica distribuzione e l’abbiamo trovata in una nuova metodologia di produzione che ha come obiettivo una scarpa integralmente italiana, realizzata con ottimi materiali a basso impatto ambientale e da operai con contratto a tempo indeterminato, una scarpa che sia trasparente nei materiali che la compongono e nei suoi costi.
Il prodotto realizzato con questa filosofia è rivolto ad una clientela dallo spirito critico, non influenzata da mode, marchi, pubblicità, ma che acquisti un bene consapevole di ciò che lo compone e di quanto lavoro sia servito a produrlo.
Il riscontro positivo avuto negli ultimi mesi sia da parte dei Gas che dei privati, così come l’interesse dei media, degli studi universitari e le tante mail che ci incoraggiano a continuare questa avventura, ci hanno ridato la carica di entusiasmo che da tempo ci aveva abbandonato.
E siccome l’entusiasmo è contagioso ora abbiamo coinvolto alcuni laboratori che credono in questo progetto e che ci affiancano anche con altre calzature e con l’abbigliamento.
Da qualche tempo stiamo riflettendo su come rendere più accessibili i nostri prodotti ed eliminare le criticità che a volte limitano gli acquisti di abbigliamento e scarpe attraverso i Gas e l’ordine via web.
Ci siamo inventati l’idea dei MERCATINI TEMPORANEI.  Cominciamo col dire che sappiamo perfettamente che gli articoli di abbigliamento andrebbero provati, toccati, immaginati indossati e spesso si evita di acquistarli perché l’acquisto on-line non soddisfa a queste esigenze. Abbiamo pensato che l’unica soluzione è quella di portare le scarpe e l’abbigliamento in un luogo scelto dai gas, in un giorno prestabilito, magari dalle 17 alle 22 e far sì che tutti i componenti dei Gas, i loro parenti ed amici possano provare prima di comperare le scarpe e l’abbigliamento.
Si chiama temporaneo solo perché si svolge temporaneamente e unicamente per quei prodotti e perché si può ripetere due volte all’anno per la stagione estiva ed invernale.

lunedì 25 aprile 2011

Iniziative del Comitato di Pinerolo per il Si contro il nucleare

Il comitato PINEROLO PER IL SI CONTRO IL NUCLEARE  propone i seguenti appuntamenti per discutere sulle ragioni del No alla  installazione di centrali nucleari in Italia.
- 2 maggio 2011 dalle ore 17,30 presso la Libreria VOLARE in Corso Torino,44 a Pinerolo incontro con Massimo Scalia per la presentazione del libro "Nucleare a chi conviene?" ed a seguire aperitivo
 - 13 maggio 2011 dalle ore 18,30 presso il BAR ITALIA in Via Montegrappa a Pinerolo proiezioni brevi filmati sui problemi creati dal nucleare a seguire Apericena
- 20 maggio 2011 dalle ore 18,30 presso BAR PIAZZETTA VERDI in piazza Verdi a Pinerolo proiezioni brevi filmati sui problemi creati dal nucleare a seguire Apericena
- 27 maggio 2011 dalle ore 18,30 presso BAR CENTRALE in Via Trieste a Pinerolo proiezioni brevi filmati sui problemi creati dal nucleare a seguire Apericena
- 3 giugno 2011 dalle ore 18,30 presso ASSOCIAZIONE CULTURALE STRANAMORE in Via Bignone,89 a Pinerolo proiezioni brevi filmati sui problemi creati dal nucleare a seguire Apericena

Serata conclusiva con CONCERTONE FINALE  per il SI ai referendum Acqua e Nucleare (se ci sarà) VENERDI 10 GIUGNO DALLE ORE 17 in Piazza Facta a Pinerolo 

domenica 24 aprile 2011

Pensieri in piazza 2011 a Pinerolo


Per il settimo anno consecutivo a Pinerolo si ripropone Pensieri in piazza. L’iniziativa, collocata all’interno di Maggiolibri, è promossa dall’Associazione culturale Pensieri in piazza e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Pinerolo in collaborazione con gli Assessorati alla Cultura dei Comuni di Angrogna, Barge, Bobbio Pellice, Bricherasio, Buriasco, Cercenasco, Frossasco, Luserna S.Giovanni, Macello, Osasco, Porte, Prarostino, S. Secondo, Torre Pellice, Vigone, Villar Pellice.
La manifestazione si tiene nella settimana dal 2 all’8 Maggio e proseguirà il 27 Maggio al castello di Miradolo, il 19 Giugno con la biciclettata Macello – Buriasco, il 18 Settembre con la camminata al rifugio Giuseppe Melano, nel mese di Ottobre con le iniziative, in città e nelle scuole, di My Generation e da Maggio ad Ottobre con le proiezioni del video Stranieri si diventa ( Frossasco, Angrogna, Bobbio/Villar, Bricherasio, Cercenasco, Luserna SG, Osasco, Porte, Prarostino)
Tutti gli incontri si svolgono a Pinerolo e negli altri Comuni, lungo un “percorso” di piazze, vie, chiese e teatri che costituisce l’incrocio tra il terreno fisico e materiale della città e quello “ideale” del pensiero e della parola. Pensieri in piazza, dunque, perché la piazza è il simbolo della dimensione pubblica. In essa gli uomini – il loro agire e i loro pensieri - si incontrano/scontrano, entrano in relazione e da essa migrano verso altri luoghi di elaborazione e di discussione.
Anche questa settima edizione, come le precedenti, si presenta come un seminario pubblico, un laboratorio di riflessione su tematiche messe in campo dal dibattito culturale contemporaneo.
I partecipanti si confronteranno sul tema Siamo ancora animali sociali? Reti, relazioni e solitudini. Anche quest’anno molte sono le “discipline” coinvolte, dalla sociologia alla psicologia, dall’antropologia alla storia, dalla filosofia alle scienze della comunicazione.
   

 PENSIERI IN PIAZZA 2011
VII EDIZIONE

SIAMO ANCORA ANIMALI SOCIALI?
Reti, relazioni, solitudini
Pubbliche riflessioni su forme, figure e trasfigurazioni della vita in comune
DAL  2 al 27 MAGGIO
nel centro storico di Pinerolo ed in numerosi comuni del Pinerolese un gruppo di pensatori contemporanei "mette in piazza" le proprie riflessioni, confrontandosi con il tema della vita in comune, delle sue forme e trasformazioni.
LUNEDì 2 MAGGIO
Museo dell'Emigrazione, Frossasco - ore 21.00
proiezione del documentario "Stranieri si diventa" di Silvia Formia
a seguire cocktail a cura del Museo del Gusto

MARTEDì 3 MAGGIO
Galleria Civica Scroppo, Torre Pellice - ore 21.00
Nuove povertà, nuove solitudini
interverranno
Pierluigi Dovis - Caritas Torino
Franco Tagliero - Pastore Chieda Valdese di Torino

MERCOLEDì 4 MAGGIO
Aula Magna SUMI, Pinerolo - ore 21.00
I beni comuni e la cultura
interverranno
Benedetto Vecchi - redattore pagine culturali de Il Manifesto
Antonio Damasco - Direttore Rete Italiana di Cultura Popolare
Gian Luigi Bravo - Univerisità di Torino




sabato 23 aprile 2011

Comunicato del forum nazionale dei Movimenti per l'acqua: Giù le mani dai referendum sull'acqua

Mentre tentano lo scippo del referendum sul nucleare – scippo tutto da verificare, visto che devono ancora pronunciarsi un ramo del Parlamento e la Corte di Cassazione – , il Governo e i poteri forti di questo Paese vogliono provare a fare lo stesso con i due referendum sull'acqua.
Alle tuonanti dichiarazioni di ieri del Presidente di Federutility, Roberto Bazzano, che ha chiesto espressamente un intervento legislativo per fermare i referendum sull’acqua, risponde oggi il ministro Romani con l’apertura ad un approfondimento legislativo ad hoc.
A Governo, Federutility e Confindustria diciamo chiaramente : “Non ci provate, giù le mani dai referendum!”.
I referendum sull’acqua hanno ottenuto le firme di un milione e quattrocentomila cittadini. Una straordinaria mobilitazione che chiede l'uscita dell'acqua dal mercato e dei profitti dall'acqua. Che vuole la tutela condivisa di un bene comune essenziale e di un diritto universale. Che rivendica il proprio diritto a decidere in prima persona.
Un grande movimento che non permetterà alcuno scippo dell’acqua e della democrazia. Perché solo la partecipazione è libertà

giovedì 21 aprile 2011

Referendum - ATTENTI ALLA TRAPPOLA

[articolo di Ugo Mattei tratto da il manifesto del 20/04/2011]

L'annunciata sospensione dei programmi nucleari in Italia, in modo tale da «tener conto» di quanto emergerà a livello europeo nei prossimi mesi, è una brillante mossa populista del governo. Che il clima intorno alla politica nucleare dopo l'incidente giapponese fosse drammaticamente mutato nel nostro paese (e anche a livello internazionale) non era un mistero. È sufficiente considerare i recenti rumorosi successi elettorali dei Verdi tedeschi per averne sentore. Berlusconi, in crisi, deve presentarsi con qualcosa alle ormai imminenti elezioni. Mostrare un volto responsabile sulla politica energetica può in parte compensare le intemperanze sulla magistratura e sulla scuola pubblica.
Ma gli effetti della mossa rischiano di non fermarsi qui. Già la moratoria di un anno aveva cercato di sdrammatizzare la questione nucleare nel tentativo di mandare gli elettori al mare nei giorni del referendum, il 12 e 13 giugno. Oggi il rinvio a tempo indeterminato della ripresa del programma nucleare italiano prosegue in quella direzione, e c'è chi dichiara che questa mossa rende inutile il referendum, che quindi non potrebbe più essere celebrato insieme a quelli sull'acqua e sul legittimo impedimento.
Naturalmente questa decisione non spetta al governo né ai suoi tifosi parlamentari, perché nel nostro ordinamento costituzionale l'organo deputato alla decisione è l'Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione. Si tenga conto che ogni referendum è portatore di un effetto giuridico rafforzato, perché l'effetto abrogativo di un suo eventuale successo deve durare almeno cinque anni. Ben difficilmente quindi un provvedimento come questo, diverso dall'espressa e specifica abrogazione delle (molte) norme che saranno oggetto del giudizio del corpo elettorale, può essere sufficiente a persuadere i magistrati a revocarne l'indizione.
Questa decisione, che da un lato può essere salutata come una prima battaglia vinta dal fronte antinuclearista, d'altro canto può essere molto pericolosa per l'esito finale della guerra di liberazione dei beni comuni. Il referendum nucleare infatti verrà tacciato di inutilità e gli elettori potrebbero essere indotti a disertare le urne, rischiando di travolgere così il raggiungimento del quorum per l'acqua e per il legittimo impedimento (che credo stia molto a cuore al premier).
La strategia del silenzio, utilizzata fin qui in modo spietato in materia di acqua nonostante il milione e mezzo di firme raccolte, è più difficile per il nucleare dopo Fukushima. La catastrofe nucleare giapponese, giorno dopo giorno, dimostra come la presunta "sicurezza" del nucleare civile non sia che l'ennesimo delirio di onnipotenza dell'uomo moderno. In tutto il mondo sembrano perciò maturi i tempi per invertire definitivamente la rotta e il popolo italiano difficilmente potrà essere tenuto del tutto all'oscuro dell'opportunità di votare. Inoltre il governo trova politicamente conveniente polemizzare con i francesi che stanno sfilando ai nostri interessi di bottega il potenziale bottino energetico in Libia, sicché ora Tremonti maramaldeggia sul presunto «debito nucleare» francese, tentando di nascondere che proprio con i francesi di Edf la nostra Enel si stava apprestando a fare affari.
L'Ufficio centrale della Cassazione potrebbe far saltare il referendum e se anche ciò non avvenisse (cosa che auspichiamo) avrà comunque prodotto un alleggerimento della pressione, cosa molto pericolosa per chi deve affrontare lo scoglio ciclopico del quorum. Spetta al popolo vigilare per difendere la propria sovranità.