martedì 22 ottobre 2013

LINUX DAY A TORRE PELLICE 26 Ottobre 2013

 

Sabato 26 ottobre 2013 ritorna, come ogni anno, l'appuntamento con il il Linux Day una giornata  nazionale dedicata a Linux ed al software libero.  Per il Pinerolese l'associazine SLiP organizza il Linux Day a Torre Pellice in via Roberto d'Azeglio 10, presso i locali della Civica Galleria Filippo Scroppo il 26 ottobre 2013, dalle 9:30 alle 17 circa.
Ci saranno conferenze divulgative sul software libero al mattino ed argomenti attinenti e la possibilità di farsi installare Linux sul proprio PC, fisso o portatile, al pomeriggio.
Se volete portare il vostro PC per l'installazione di Linux, per agevolare ed accelerare il lavoro dei volontari addetti all'assistenza potete sbrigare alcune delle operazioni già a casa vostra: fate un backup di tutti i vostri dati importanti (documenti, foto...).
Per conoscere il programma della giornata vedasi sito SLiP.  Ulteriori dettagli (livello nazionale) sono su http://www.linuxday.it.

domenica 20 ottobre 2013

1 MILIONE DI FIRME PER LA TASSA CONTRO LA SPECULAZIONE FINANZIARIA

1.000.000 di firme contro la speculazione finanziaria. E' la nuova iniziativa della Campagna Zero Zero Cinque per chiedere l'introduzione di una vera tassa sulle transazioni finanziarie e porre un freno effettivo alla speculazione finanziaria che ci ha condotti in questa crisi senza fine.  Firma qui!

Immagini e testo tratti dal sito  zerozerocinque:


L’Europa si affanna ormai da tempo per cercare una soluzione alla crisi economica causata da comportamenti irresponsabili di chi opera nel sistema    finanziario. Noi una proposta efficace ce l’abbiamo: la Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF). Penalizzando le operazioni puramente speculative ad alta frequenza questa tassa contrasterebbe la speculazione sui mercati finanziari e aiuterebbe coloro che hanno maggiormente sofferto le conseguenze della crisi, senza aver minimamente contribuito a generarla.
Ad un anno dall’avvio in Europa della cooperazione rafforzata per introdurre la TTF in molti Paesi dell’Eurozona (tra cui l’Italia) c’è bisogno di dare nuova voce e nuova linfa alle tante persone che il cambiamento della finanza lo vogliono e che credono alla necessità di una seria ed efficace regolamentazione del mercato finanziario. La finanza speculativa sposta montagne di soldi. Non costruisce nemmeno una vite, ma 24 ore su 24 cerca solo il massimo profitto. Il valore degli scambi di “titoli” è immenso, rispetto a quello dell’economia che “fa le cose”. Lo scorso anno il valore complessivo dei derivati over the counter in circolazione sfiorava una cifra pari quasi a 9 volte il PIL mondiale. Con l’introduzione della TTF si mette fine a questo casinò-finanziario.

Ma le lobby della finanza stanno lottando strenuamente per impedirne l’introduzione. È una lotta impari perché loro hanno soldi e canali preferenziali ma noi siamo di più ed è giusto contrastare il potere di pochi intoccabili big. Sta a noi quindi contrattaccare. Mobilitiamoci per spingere i decisori politici verso una scelta giusta e radicale. Raggiungiamo 1 milione di firme e facciamo così sentire ai nostri governanti in tutta Europa ciò che vogliamo: con una piccola tassa si contrasta la speculazione e si ottengono risorse per promuovere politiche utili alle persone e  al pianeta.

Firma la 1 Million Petition è un gesto che ti permette di sentirti parte di un movimento globale di cittadini che chiedono una maggiore uguaglianza, trasparenza e equità nel mondo finanziario, per riportare la finanza al servizio dell’economia reale, cioè al servizio di tutti noi.


venerdì 18 ottobre 2013

Ebook: Common Properties

Segnaliamo la pubblicazione "Common Properties", scaricabile gratuitamente on line dal sito comune-info.net

"Common Properties» è una e-book gratuito distribuito da Comune-info. Prende nome e ispirazione dalla tre giorni promossa all’ex Colorificio liberato di Pisa dal Municipio dei Beni Comuni (20-22 settembre) e con questa si integra in modo inestricabile. Una bussola per il cambiamento. Interventi, tra gli altri, di John Holloway, Serge Latouche, Guido Viale, Paolo Cacciari, Stefano Rodotà, Andrea Baranes"
Leggi il primo e-book distribuito da Comune-info QUI

domenica 6 ottobre 2013

Omicidio plurimo premeditato

La vergogna per quanto è successo a Lampedusa interroga il nostro GAS e porta ciscuno di noi  ad intensificare l'impegno nella vita cittadina per approfondire la tematica, unire le forze ed aprirle verso l'accoglienza di questi nostri fratelli e sorelle.  
Come prima forte riflessione su quanto avvenuto riportiamo un commento di PIERLUIGI SULLO  ripreso dal sito: Democrazia KM0.
Omicidio plurimo premeditato
"Quello che è successo a Lampedusa non è “una tragedia”, come ripetono tutti i media. Tecnicamente, è un omicidio plurimo premeditato, aggravato dalla reiterazione. Nel linguaggio cui ci hanno abituato le infinite serie televisive “crime”, attorno alle coste del sud Italia è al lavoro un “serial killer”, anche se non si tratta di un solo individuo sociopatico o maniaco depressivo o semplicemente ossessionato dal gusto di uccidere, ma un assassino a sua volta plurale. 
La soluzione di questo sanguinoso thriller, inoltre, non è così semplice come i media e i politici dicono. Gli “scafisti” e gli organizzatori del traffico di esseri umani sono certamente parte del killer seriale, ma ne sono solo l’ultimo anello. Sono – precisamente – coloro che mettono a frutto una merce che, in quanto clandestina, ha un assunto un valore sproporzionato: il viaggio verso l’Europa. Si tratta dei governi del Nord Africa e dei loro emissari, complici e inerti nella persecuzione, nello sfruttamento e nei furti ai danni di chi viene da ancora più a sud, e da paesi in cui avvengono massacri, come la Siria: è un questo brodo che galleggiano gli imprenditori privati dell’affare, quelli che allestiscono i barconi precari e assumono gli “scafisti”.
Ma chi permette loro di organizzare questo traffico siamo noi, governi e paesi del nord, dell’Europa. I personaggi ed interpreti di questo omicidio di massa non sono solo i migranti che annegano o gli aguzzini che li hanno stipati su quei barconi. Basta vedere scorrere i titoli dei telegiornali, per leggere – come nei titoli di coda di un film – i nomi dei protagonisti della vicenda.
Il presidente del consiglio, Letta, dice che si tratta di una “immane tragedia”: ma lui, lodato in queste ore per la sua furbizia democristiana nel mettere in angolo Berlusconi, cos’ha fatto, da quando è a Palazzo Chigi, per evitare queste morti? Non fa parte di un partito, il Pd, che ha sempre tollerato, per lo meno tollerato, la politica di chiusura, le leggi che impediscono a chiunque – fosse anche un rifugiato da un paese in guerra – di mettersi in salvo in Italia, o in Europa, senza dover percorrere la via crucis che conduce eritrei e somali e siriani ad affogare a qualche metro dalla riva della Sicilia o della Puglia? Perché l’ultimo governo Prodi, di cui pure faceva parte Rifondazione comunista, non solo non ha in nessun modo riformato la legge Bossi-Fini ma anzi ha varato un decreto d’emergenza contro i “romeni”?
Certo, Letta ha nominato ministro dell’”integrazione” (di chi? Di quelli che non sono annegati prima?) una persona di origine congolese, la ministra Kyenge, ora in visita a Lampedusa. Tutti l’abbiamo difesa degli insulti di leghisti, razzisti e nazisti, ma di fronte alle centinaia di morti di Lampedusa (e tutti gli altri, e le migliaia di cui non sapremo mai nulla) non possiamo non chiederci, provando un insopportabile disagio: cosa ha fatto, la ministra, per meritarsi quegli insulti?
A Lampedusa è accorso anche l’uomo che ha trionfato su Berlusconi, Angelino Alfano, che è incidentalmente anche ministro degli interni. Inutile dire che lui è, ed è sempre stato, favorevole alla micidiale legge che porta il nome di un suo ex dirigente, Fini, e dell’ex capo dei leghisti, Bossi. Legge che, semplicemente, chiude ogni porta in faccia ad ogni profugo. Come pensa, Alfano, di cambiare registro, a parte la comparsata sull’isola e oltre ai rituali lamenti sull’Europa che “ci lascia soli”?
E il presidente della Repubblica, Napolitano, che di nuovo si duole per la “tragedia” e chiede una revisione delle norme sull’accoglienza dei profughi, non diede a suo tempo il suo nome a una legge sui migranti, la Turco-Napolitano, che inventò i Cpt, oggi Cie, cioè i lager in cui i migranti “clandestini” vengono relegati in una zona senza legge, né diritti, né via d’uscita che non sia l’espulsione (verso dove?). Quella legge, mi spiegò la ministra Livia Turco quando andai a chiederglielo (lavoravo all’epoca al manifesto) era divisa in due parti: la prima, severa, voleva reprimere gli ingressi clandestini (allestendo appunto quei lager dal nome paradossale: Centro di permanenza temporanea), ma la seconda avrebbe dato diritti e offerto integrazione a chi si metteva in regola. Quella seconda parte è rimasta sospesa, ancora si fanno file umilianti per i permessi di soggiorno, ancora non abbiamo deciso che chi nasce in Italia è ovviamente cittadino italiano, ancora una giungla di regole contraddittorie rende la vita impossibile a milioni di nostri vicini di casa. Cosa vuol fare Napolitano in proposito e per evitare che il serial killer colpisca ancora?
Il papa Francesco ha fatto un coraggioso viaggio a Lampedusa, ha detto cose impegnative sul tema, ha detto che i conventi vuoti vanno usati non come alberghi ma come luoghi di accoglienza per i profughi e i migranti, dopo le centinaia di morti di Lampedusa ha fatto sapere: “Una sola parola mi viene in mente: vergogna”. E ha fatto una affermazione scandalosa (nel senso evangelico) nella conversazione con Eugenio Scalfari: non esiste un Dio cristiano, esiste Dio e basta, e dunque i somali e i siriani e gli eritrei, di qualunque religione siano, sono tutti figli di Dio da amare e proteggere e accogliere; papa Francesco cosa farà ora? Inviterà tutte le parrocchie, tutti i cristiani, a insorgere perché il massacro termini?
Ma ancora: l’Unione europea, tanto severa nel castigare chi viola le regole dlel’”austerità”, tanto occhiuta nell’esaminare i bilanci degli stati, cosa intende fare per i suoi vicini del sud? E’ evidente che fingere che non esistano, salvo fare affari con dittatori orrendi o partecipare a guerre “umanitarie”, comporta questo sgradevole sottoprodotto: esseri umani in fuga. In fuga, ovviamente, verso qualche posto in cui ci si possa salvare la vita, magari perfino lavorare per mantenere se stessi e le famiglie. Invece stabilisce che chi riesce ad approdare precariamente, ancora in vita, a un paese europeo del sud, Grecia o Italia, lì debba restare. Perciò i kurdi o i siriani acciuffati sui traghetti in arrivo dalla Grecia, ad esempio ad Ancona, vengono subito rispediti indietro.
Qualcuno ha raccontato come vivono i migranti in Grecia, la favela del porto di Patrasso, per esempio, con le aggravanti  del saccheggio economico e sociale che colpisce i greci e quello delle bande fasciste di Alba Dorata che danno loro la caccia. Ma il governo, i media, la Commissione europea si sono impressionati? No, hanno replicato con l’indifferenza e il cinismo.
Migranti annegano non solo nel Canale di Sicilia, ma anche nello Stretto di Gibilterra, e nell’Atlantico, sulla rotta tra l’Africa e le isole Azzorre. Frega a qualcuno? Qualche giorno fa è passata inosservata anche la notizia che gruppi di migranti africani hanno dato l’assalto al Muro che divide il Marocco dalla colonia spagnola di Melilla, sul Mediterraneo: tempo fa andammo a Bamako, nel Mali, e persone che avevano cercato di percorrere quella via, prima il deserto, poi le persecuzioni dei marocchini, infine i reticolati di Ceuta e Melilla, ci mostrarono le cicatrici delle fucilate con cui i poliziotti spagnoli li avevano respinti. Il fatto è che l’Europa non lascia sola l’Italia, lascia sola se stessa, nega quel che racconta di sé, il suo riscatto dall’orrore tutto europeo dell’antisemitismo e dell’Olocausto, e del colonialismo, ciò che costituisce il fondamento morale dell’Unione.
Indignazione, certo, e stanchezza nell’osservare inerti gli omicidi di massa. Questi sono i sentimenti che dovremmo provare. Chiunque dice che vorrebbe un modo diverso di vivere, che si mobilita per uno qualunque degli insulti che questo modo di vivere infligge invece alla società, dovrebbe fare qualcosa, subito."

martedì 24 settembre 2013

Pinerolo Venerdi' 27 settembre 2013: Incontro pubblico sul futuro dell'area "Portici blu"


Comunicato stampa del Forum pinerolese Salviamo il Paesaggio Difendiamo i Terrritori.
L’Amministrazione comunale di Pinerolo ha deciso, con una deliberazione del 2-3 luglio 2013, di alienare l’area dei “Portici blu”, via Chiappero angolo via Buniva a fianco del “Grattacielo”. 
Al suo posto potrebbe sorgere un “grattacielo bis” più piccolo di quello costruito: 11 piani su via Chiappero e 7 su via Buniva e, al piano terra un centro commerciale (galleria) con piccolo spazio incontri. Lo scopo della vendita è incassare 1.688.000,€. necessari per il bilancio comunale.   
Si tratta di una  decisione che modifica il tessuto urbano del “centro storico” ottocentesco della nostra città e che può alterarne il paesaggio, oltre che la vita degli abitanti del quartiere. 
Per questo il  Forum “Salviamo il paesaggio” ha presentato  alcune osservazioni che elencano alcune criticità al progetto di variante urbanistica, che sono tutt’ora all’esame della Conferenza dei servizi, che, per legge, deve valutarla.  
Per favorire l’informazione e la discussione pubblica sul progetto, il Forum ha organizzato un incontro pubblico che si terrà Venerdì 27 settembre alle ore 21, nella piazzetta dei “Portici blu”, cui parteciperà il Sindaco Eugenio Buttiero.  
In caso di maltempo l’incontro si terrà presso il Teatro del Lavoro, via Chiappero 12. 
Forum pinerolese Salviamo il Paesaggio Difendiamo i Territori
 

mercoledì 18 settembre 2013

Ripubblicizzare si può. Ripubblicizzare si deve. Torino sabato 21 settembre 2013

[dal sito del comitato acqua pubblica Torino]
A oltre due anni dalla vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno 2011 continua, in tutta Italia, la mobilitazione per la piena applicazione degli esiti referendari a difesa dell'acqua e della democrazia.
In questi anni l'attività del Coordinamento Nazionale "Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico", costituitosi nel 2009 e e con i suoi 200 comuni aderenti, ha contribuito alla forte affermazione del principio di "acqua pubblica".
Dall'ultima assemblea nazionale del coordinamento enti locali, svoltasi a Roma nel gennaio 2011, il quadro è molto cambiato: dopo la straordinaria vittoria referendaria, i tentativi politico-amministrativi per annullarne il risultato e i pronunciamenti legali che hanno invece confermato la fondatezza di quella vittoria sentiamo la necessità di contribuire a dare piena applicazione all'esito del referendum.
Oltre all’esperienza di Napoli, che ha concluso il processo di trasformazione della società a totale capitale pubblico in azienda speciale, sono molti i processi avviati per ripubblicizzare la risorsa idrica: da Palermo a Torino, dalla Romagna alla Toscana, l’uscita dal circuito delle SpA ha smesso di essere un tabù per le amministrazioni locali.
In questo quadro è di grande interesse, per le amministrazioni locali, per i comitati e per i lavoratori del settore un confronto sui temi legati ad un'idea di servizio pubblico di qualità e partecipato.
E' indispensabile definire e proporre nuovi sistemi di finanziamento del servizio idrico con forme di partecipazione di cittadini e lavoratori nella gestione.
Determinare sinergie e coordinare le azioni volte alla ripubblicizzazione diventa elemento fondamentale per affermare finalmente i principi referendari.
Tutto questo mentre in tutta Europa si sta mettendo in discussione la privatizzazione dell'acqua e la campagna ICE (Iniziativa dei cittadini Europei) “L'Acqua è un diritto umano” ha sostanzialmente raggiunto l'obiettivo prefissato, essendo state raccolte 1,5 milioni di firme e la soglia minima è stata superata in 10 paesi. L'Italia si avvia nelle prossime settimane a tagliare il traguardo.
Per questo il Coordinamento Nazionale "Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico", insieme al Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua sta lanciando un percorso dal titolo “Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve”, del quale questo convegno rappresenta il primo appuntamento.

21 settembre 2013
Convegno Internazionale "Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve!"
Torino: quali forme di finanziamento e gestione del servizio idrico in un quadro europeo
Centro Incontri della Regione Piemonte
Corso Stati Uniti 23 Torino - Ore 10-17
Programma:
Introduzione
Comitato Acqua Pubblica Torino
Interventi
  • Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua 
  • Stefano Rodotà - Prof.re Emerito di Diritto Civile presso l'Università di Roma La Sapienza
  • Anne Le Strat - Vice Sindaco di Parigi e Presidente di Eau de Paris
  • Raymond Avrillier - Vice Sindaco Onorario di Grenoble
  • Emanuele Lobina - PSIRU, Business School, University of Greenwich, UK
  • Dorothea Haerlin - Berliner Wassertisch (Movimento per l'acqua berlinese)
  • Pilar Esquinas Rodrigo - Avvocato del Comitato Madrileno contro la privatizzazione del Canal Isabel II
  • Bengasi Battisti - Coordinamento Nazionale "Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico"
  • Comitati per l'acqua bene comune
  • Sono stati invitati Sindaci e amministratori locali. Parteciperanno:
    • Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo
    • Roberto Balzani, Sindaco di Forlì
    • Antonio Dalla Pozza, assessore comunale di Vicenza
    • Mirko Tutino, assessore provinciale di Reggio Emilia
    • Massimo Gatti, consigliere provinciale di Milano
Pausa golosa con le Incursioni Saporite
Media Partner: Gobbi Media - RadioFlash 97.6 Torino

Su RadioFlash 97.6 Torino, a copertura del convegno, sono previste finestre informative di riassunto circa ogni mezz'ora.
Leggi il  Programma completo con la scaletta degli interventi 
Scarica i materiali pubblicitari (locandina, banner, cartoline ecc...)
Informazioni logistiche (come arrivare, pernottamenti ecc..)
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mercoledì 4 settembre 2013

Animal Day 2013 a Pinerolo domenica 22 settembre 2013

Ritorna come ogni anno la manifestazione Animal Day.  Domenica 22 settembre 2013 in Piazza d'Armi a Pinerolo la Lida Canile di Pinerolo ha oganizzato la giornata con un programma denso di eventi con la presenza di numerosi stand ed una mostra fotografica. Ecco la locandina della giornata:


venerdì 23 agosto 2013

Pinerolo: Un grattacielo sui Portici Blu?

Il Consiglio comunale ha cambiato la destinazione  d’uso  della zona nota come i “portici blu”:  da pubblica piazza a area edificabile per residenza e commercio.
PERCHE’ ?  Sostanzialmente per fare cassa, date le ristrettezze finanziarie del  comune.
L’area è stata valutata 1.668.000,00 €: una bella cifra che potrebbe garantire il PAREGGIO DI BILANCIO . Ma i bilanci, oltre che in pareggio, dovrebbero essere SANI!
E poi se per FAR SOLDI dobbiamo aspettarci altre brutture e migliaia di metri cubi  di cemento per case inutili e invendute, il bilancio diventa  NEGATIVO!
Stando alle previsioni si costruirebbe un edificio  di 11 piani attaccato al grattacielo e un  altro un po’ più basso ( 26 metri!) su Via Buniva.
Vengono in mente le polemiche degli anni 50 e 60 sul grattacielo: il suo ampliamento fu fermato da tante firme dei cittadini.
 POSSIAMO FARLO ANCHE QUESTA VOLTA!
Vogliamo che i portici restino pubblici, luogo di incontro per gli abitanti, mercatino biologico…

NON VOGLIAMO ALTRE COSTRUZIONI in questa zona già super congestionata!

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER FERMARE LE FOLLIE EDIFICATORIE!

Osservatorio0121 - Salviamo il Paesaggio Difendiamo i Territori