giovedì 16 febbraio 2012

Firma la petizione: Chi decide sui trattati europei e sulle modifiche alla Costituzione ?

E' nell'iter di approvazione un importante trattato europeo che concentra sempre più il potere in alto, in poche mani -quelle stesse che ci hanno portato nella situazione attuale- e che cambia la nostra costituzione.
Vi invitiamo a firmare una petizione per richiedere due referendum in proposito.


Sottoscrivi se la condividi, questa petizione al parlamento italiano e diffondila tra i tuoi contatti
Sui trattati europei e sulle modifiche alla Costituzione chi decide?
Noi vogliamo decidere
- sul Trattato sulla stabilità e la governance dell’Unione economica e monetaria
- sull’articolo 81 della Costituzione
Si stanno assumendo decisioni di vitale importanza per tutti e tutte noi.
I governi dell’Unione Europea stanno varando un nuovo Trattato sulla stabilità e la governance per rendere permanenti i piani di austerità che mirano a tagliare salari, stipendi e pensioni, a manomettere il diritto del lavoro, a privatizzare i beni comuni, e che prevedono addirittura la modifica delle Costituzioni. Con questo Accordo economico i governi, qualunque siano i loro colori politici, devono attuare nelle politiche di bilancio le decisioni del Consiglio europeo, della Commissione europea e della Banca Centrale Europea: la democrazia sarebbe cancellata, il potere sarebbe nelle mani dei mercati finanziari, delle banche, della tecnocrazia.
Il governo Monti non può decidere i nostri destini, i cittadini e le cittadine devono decidere sul Trattato sulla stabilità e la governance.
Il Parlamento italiano sta riscrivendo, per accogliere i diktat dell’Unione Europea, l’articolo 81 della Costituzione per imporre il pareggio di bilancio così da legittimare e rendere intoccabili le politiche liberiste e impedire che le istituzioni pubbliche, dallo Stato ai Comuni, possano intervenire nella gestione dell’economia a salvaguardia degli interessi generali.
Noi cittadini e cittadine, ispirandoci alla saggia massima della giurisprudenza romana “ciò che tocca tutti, da tutti deve essere deciso”, chiediamo di fare svolgere:
1. un referendum popolare di indirizzo – come quello già tenutosi in Italia nel 1989 – sull'Accordo di Unione economica rafforzata;
2. un referendum popolare, rispettando le condizioni previste dall'articolo 138 della Costituzione, sulle modifiche dell'articolo 81 della Carta costituzionale.

 

domenica 12 febbraio 2012

Gattinfesta a Pinerolo da 15 al 19 febbraio 2012

Il 17 febbraio è la festa mondiale in onore del nostro amico felino. Nel Salone dei Cavalieri a Pinerolo dal 15 al 19 febbraio 2012 si svolgerà una settimana "gattara" dedicata al gatto.
Patrocinatori ed organizzatori di questa manifestazione, simpaticamente denominata GATTINFESTA, sono i canili/gattili di Pinerolo e Bibiana. Qui sotto il programma della settimana.
 
 
 

sabato 11 febbraio 2012

PIEMONTE: IL TAR ORDINA A COTA DI FARE IL REFERENDUM CONTRO LA CACCIA

Con Sentenza emessa il 9 febbraio nel Giudizio per ottemperanza il TAR del Piemonte ha ordinato al Presidente della Regione di fissare la data del Referendum regionale contro la caccia, chiesto da 60.000 cittadini ben 25 anni fa, entro 15 giorni dalla notifica della sentenza.
In difetto, ad istanza del Comitato Promotore, sarà il Prefetto a sostituirsi alla Regione in veste di commissario ad acta.
IL REFERENDUM CONTRO LA CACCIA ORA E’ CERTO CHE SI FARA’
La Regione è stata riconosciuta inadempiente e condannata rifondere le spese al Comitato promotore.
"Deve affermarsi che la mancanza di qualsiasi risposta da parte della Regione alle richieste volte dai ricorrenti di far ripartire il procedimento e l’omessa comunicazione di qualsiasi informazione al riguardo rappresentano un’ inottemperanza al giudicato della sentenza della Corte d’Appello che ha riconosciuto la sussistenza del diritto soggettivo pubblico alla prosecuzione del processo referendario" scrivono i giudici del TAR.
Entro il mese di febbraio conosceremo la data del referendum che si svolgerà in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno.
"Il tempo dei trucchi e degli inganni è finito. Dopo 25 anni di sospensione dei diritti democratici nella nostra regione operata dalla casta che ci governa, la democrazia potrà riprende il suo corso. Il Consiglio regionale accantoni il tentativo di modificare la legge sulla caccia a favore di una minoranza (i cacciatori) e si rimetta alla volontà dei cittadini che col referendum esprimeranno il loro pensiero sull’argomento.
Chi per 25 anni ha impedito il voto popolare tragga le dovute conseguenze da questa sentenza
" ha dichiarato Roberto Piana del Comitato promotore. ha dichiarato Roberto Piana del Comitato promotore.
Per il Comitato promotore Roberto Piana - Piero Belletti

Aderiscono al Comitato: Agire Ora, APDA, CIPRA Italia, ENPA, Federazione dei Verdi, Gruppi Consiliari Regione Piemonte Federazione Sinistra Europea, Insieme per Breso, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, La Pulce, LIDA, Mountain Wilderness, Movimento 5 Stelle, No alla caccia, OIPA, Teatro Zeta, Terra Boschi Gente e Memorie, Terra del Fuoco, VegFestival


domenica 5 febbraio 2012

Nestlè sotto processo : avrebbe spiato gli attivisti di Attac


La multinazionale svizzera avrebbe incaricato una società privata di spiare gli attivisti che stavano preparando un libro denuncia. Almeno due agenti sarebbero stati infiltrati nel gruppo, fornendo rapporti riservati. Il processo ricomincia a Losanna, le udienze sono aperte al pubblico.
Un`irrepetibile occasione per conoscere il modus operandi di Nestlé. Il 25 gennaio la multinazionale Nestlé e l`azienda di sicurezza privata Securitas si sono presentate in tribunale a Losanna, per difendersi dall`accusa di aver spiato il movimento "no-global” ATTAC. Questo processo, rimandato da lungo tempo, svelerà finalmente il segreto calato su questo scandalo.

Nestlé e Securitas sono accusate di sorveglianza illegale e violazione della privacy dei membri di ATTAC. Il procedimento è iniziato dopo che la Televisione della Svizzera Romanda rivelò - il 12 giugno 2008 - che un gruppo di attivisti del Canton Vaud, che stavano lavorando a un libro su Nestlé, è stato infiltrato e spiato da un addetto di Securitas su mandato della multinazionale svizzera.

La donna si inserì nel 2003 nel gruppo di attivisti usando il falso nome "Sara Meylan”. Partecipò agli incontri, anche a casa dei membri del gruppo, e ottenne accesso a informazioni interne, tra cui le ricerche degli autori del futuro libro, le loro fonti, i contatti in Svizzera e all`estero.
Nel settembre 2008, gli attivisti denunciarono ai magistrati un`altra spia di Securitas, attiva in ATTAC dal 2008, questa volta col suo vero nome. La difesa affermava che l`attività di spionaggio era terminata nel giugno 2004.

Quando fu scoperto un secondo agente segreto, la compagnia affermò che non aveva più prodotto rapporti confidenziali per Securitas e Nestlé dal 2005.

Il procedimento fu sospeso il 29 luglio 2009 dopo un problema nelle indagini. Occorreva far luce su tre anni di attività coperta, dal 2005 al 2008. Adesso il processo riprende. Le udienze sono aperte al pubblico e sono un`irripetibile occasione per conoscere le modalità operative della grande multinazionale.

lunedì 30 gennaio 2012

Comitato Acqua Pinerolese: seminario di studio in funzione dell'applicazione, anche in ambito locale, del voto referendario sull'acqua

Il decreto legge sulle "liberalizzazioni" non innova grandemente la condizione del servizio idrico integrato, invece cambia molto per quanto concerne i servizi pubblici locali di "interesse economico" (rifiuti, ecc). C'è la necessità da parte di molti capire meglio quali sono i meccanismi che  il governo e molti enti locali stanno attuando per non applicare quanto hanno richiesto con il referendum la maggioranza degli elettori italiani per cui:


Il Comitato Acqua di Pinerolo 
organizza:

SABATO 4 FEBBRAIO DALLE ORE  14,30 alle 18,00 
Presso la sede dell'ARCI in Strada Baudenasca,17 a Pinerolo

Un seminario di approfondimento con la partecipazione di esperti su:

*  "Il mio voto va rispettato" (1° referendum  = Trasformazione delle società pubbliche in house in strutture di diritto pubblico; 2° referendum = "sull'acqua non si fanno profitti, fuori la remunerazione del capitale investito dalla bolletta" - in particolare verrà fatto un approfondimento sulla differenza tra SPA , srl e Aziende Speciali nonchè una analisi dell'incidenza della  remunerazione del capitale sulla nostra bolletta ACEA/SMAT)
 * "Obbedienza civile", (considerazioni e relazioni di esperti su eventuale azione legale sulle delibere di dicembre di "privatizzazione parziale" dell'ACEA,  Ricorso al TAR Piemonte contro la delibera del Comune di Torino di creazione dell'Holding torinese delle aziende partecipate),
Verso il Forum mondiale dell’acqua di Marsiglia (A Marsiglia dal 12 al 17 marzo 2012 si terrà la sesta edizione del Forum Mondiale dell’Acqua organizzato dal Consiglio Mondiale dell’Acqua, organismo privato presieduto e guidato dalle multinazionali dell’acqua. Dal 14 al 17 marzo, sempre a Marsiglia, si svolgerà anche il Forum Mondiale Alternativo dell’Acqua (FAME), organizzato dai movimenti internazionali impegnati nella  difesa dell’acqua come diritto umano per tutti)

La partecipazione che è aperta a tutti.

martedì 24 gennaio 2012

Sacchetti di plastica

[Articolo di Paola Marciani pubblicato su La Sesia martedì 10 gennaio 2012] Il Governo è cambiato ma a Palazzo continuano a succedere cose "strane". Il 23 dicembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto "milleproroghe" che conteneva, tra le altre, la normativa che fissava le caratteristiche dei nuovi sacchetti di plastica biodegradabili al 100% (una regolamentazione che deve essere introdotta dall’1 gennaio 2011 e che il precedente governo ha continuato a procrastinare).
Nella versione del decreto arrivata al Quirinale per la firma del Presidente, però, la norma sui sacchetti non c’è più. I ministri hanno dichiarato di non saperne nulla, una dichiarazione per lo meno inquietante: chi ha messo mano al decreto all’insaputa del Consiglio dei Ministri? 
Sta di fatto che fino a quando il governo non troverà il modo, e il tempo, per “rimediare” con provvedimenti ad hoc, il vuoto normativo consentirà di tenere in circolazione sacchetti di plastica non biodegradabili, nessuna discontinuità,  quindi, con il precedente governo in materia. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.
Le borse di plastica (quelle che vengono usate per la spesa e che troppi abbandonano ovunque magari piene di immondizia) dovrebbero essere sostituite da quelle fabbricate con materiale biodegradabile al 100% ma, attualmente, sono ancora in circolazione sia i vecchi sacchetti sia altri che sono spacciati per biodegradabili ma che in realtà si sbriciolano in piccoli pezzetti ma biodegradabili non sono. Solo alcune catene di distribuzione e negozi hanno volontariamente introdotto sacchetti biodegradabili al 100%.
La necessità di eliminare le borse della spesa non biodegradabili deriva dal fatto che sono tra i maggiori componenti della plastica dispersa nell’ambiente. Gli effetti sono molteplici e qui vorrei portare all’attenzione un aspetto poco noto. Sottoposta agli agenti ambientali, la plastica si frantuma in granuli sempre più piccoli. Questo processo favorisce sia il rilascio di sostanze tossiche contenute nella plastica sia l’assorbimento, nei granuli, d’inquinanti che si trovano nell’ambiente. Il problema è importante perché, in quella forma, la plastica può entrare nella catena alimentare.
Tutti hanno sentito parlare di tartarughe e mammiferi marini morti dopo aver ingerito sacchetti di plastica, meno noto è che i pesci confondono i microgranuli di plastica con il plancton di cui si nutrono, li mangiano e s’intossicano con le sostanze in essi contenute. La comunità scientifica ha lanciato numerosi sulla pericolosità del fenomeno che interessa tutta la catena alimentare, uomo compreso. Tra le conseguenze vorrei citare l’infertilità maschile, causata da sostanze che interferiscono con il sistema endocrino, dimostrata in popolazioni di pesci predatori e citata in studi sull’uomo come effetto dell’inquinamento derivante dall’uso di certe plastiche.
Non si tratta solo di mari lontani, ma anche del Mediterraneo, dove uno studio in corso in questi anni ha già dimostrato un’elevatissima concentrazione di frammenti di plastica particolarmente rilevante (a causa del gioco delle correnti) tra Corsica e isola d’Elba, insomma, a casa nostra.
Non basta. Il regalo di fine d’anno fatto all'industria petrolifera dall’ignoto manipolatore di decreti costituisce anche un danno a un settore industriale di avanguardia, quello delle bioplastiche.
A Terni, in Umbria, si sta sviluppando un polo industriale per la produzione di bioplastiche, il marchio Mater-Bi ®, biodegradabili al 100% prodotte prevalentemente con materie prime rinnovabili e con tecnologie a basso impatto ambientale, un’industria italiana che ha ottenuto riconoscimenti internazionali e che dovrebbe essere sostenuta e non ostacolata da interessi fin troppo facilmente individuabili.
Continuare a non favorire attività industriali rispettose per l’ambiente non è solo dannoso per la salute ma anche per la nostra economia e questo il prof. Monti dovrebbe saperlo.
[Tratto dal sito del gas di Vercelli]

venerdì 20 gennaio 2012

Referendum sulla caccia: chiediamo alla Regione Piemonte di accogliere integralmente e senza sconti i quattro quesiti referendari

Appello della LAC (lega abolizioene della caccia) alla 3^ commissione della regione Piemonte con la richiesta di accogliere integralmente e senza sconti i quattro quesiti referendari così come chiesto da 60.000 piemontesi 25 anni fa.
Lunedì 16/1/2012, durante la riunione pomeridiana di commissione è stato ritirato il tentato SCIPPO alla democrazia (abolizione in tronco della legge regionale sulla caccia, con conseguente possibile annullamento del referendum che ne chiedeva quattro sostanziali modifiche).
Tentato in extremis dall'assessore Sacchetto (Lega Nord), colui che promuove l'import di cacciatori da altre regioni e lo sterminio dei lupi, specie protetta, nel cuneese, a cui ben poco importa non solo degli animali ma, evidentemente, anche del volere dei cittadini piemontesi.

Ebbene, mercoledì 18/1/2012 , tutto il giorno ( mattino e pomeriggio) si è riunita la 3^ commissione della regione Piemonte per stilare la nuova legge regionale sulla caccia: ecco perchè scrivere  per chiedere che vengano accolti integralmente e senza sconti i quattro quesiti referendari così come chiesto da 60.000 piemontesi 25 anni fa .  
Grazie da parte di tutti gli animali che riusciremo a salvare con la vittoria dei quesiti referendari.

Leggi la situazione del referendum regionale in Piemonte

Oggetto : richiesta di integrale accoglimento quesiti referendari (legge regionale sulla caccia) 

Spettabile III^ Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte, con la presente chiedo che nella revisione della legge regionale sulla caccia - legge che sarà esaminata nella riunione prevista per mercoledì 18/1/2012 e/o successive date - vengano integralmente accolte le modifiche per cui è stato dichiarato ammissibile il referendum che dovrebbe avere luogo nella primavera di quest'anno e precisamente :
- limitazione delle specie cacciabili (tolte 25 specie),
- divieto di caccia alla domenica,
- abolizione di ogni deroga al divieto di caccia su terreno innevato,
- abolizione di ogni deroga di carniere per caccia in aziende faunistico venatorie.

Lo chiedo perchè questo è il mio volere e tale manifesterò/manifesterei alle urne.

Se, dopo 25 anni di ostruzionismo alla democrazia, la Regione non ha fondi per permettere lo svolgimento di un referendum che a seguito di una sentenza 2010 è divenuto "obbligatorio", modifichi "adesso e di sua sponte" la legge come da "preciso" volere della MAGGIORANZA dei cittadini piemontesi.
Si eviterà così l'uso di denaro pubblico per difendere gli interessi e i capricci di uno sparuto gruppo di cacciatori, capricci a cui il Piemonte "civile ed ambientalista" non vuole più sottostare.

Distinti saluti 
(nome e cognome) 

mercoledì 18 gennaio 2012

COME IL GOVERNO INTENDE AGGIRARE I REFERENDUM

Nella bozza di decreto legge sulle liberalizzazioni l’attacco al risultato referendario dello scorso giugno è diretto e soprattutto indirizzato verso la possibilità di ripubblicizzazione del servizio idrico.
Con l’art. 20 (“Aziende speciali e istituzioni”), infatti, si attacca direttamente il risultato ottenuto dal referendum sull’acqua, che, grazie al rimando alla disciplina comunitaria (Sentenza Corte costituzionale 24/2011), aveva reso possibili le gestioni dirette degli enti locali attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali: si dichiara infatti che le aziende speciali possono intervenire “per la gestione di servizi diversi dai servizi di interesse economico generale” (presupponendo artatamente che il servizio idrico integrato sia tale) e le si assoggetta per la prima volta al patto di stabilità interno. Un attacco diretto alle esperienze come quella del Comune di Napoli, per fermarla in quel caso, e per evitare il suo proliferare sul territorio nazionale.

Così come continua a non essere rispettato l'esito del secondo referendum che prevede la fine dei profitti sull'acqua (attraverso l'eliminazione della remunerazione del capitale investito), ora il Governo vuole mettere la parola fine alla possibilità di una gestione direttamente pubblica e partecipata dalle comunità locali del servizio idrico integrato, proseguendo con la sua consegna alle società per azioni.
  

 
APPELLO GIU' LE MANI DALL'ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!
Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.
Noi non ci stiamo.
L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.
Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Primi firmatari:
Stefano Rodotà, Ugo Mattei, Luca Nivarra, Gustavo Zagrebelsky, Roberto Vecchioni, Gaetano Azzariti, Alberto Lucarelli, Riccardo Petrella, Maurizio Pallante, Valerio Mastandrea, Pietro Sermonti, Gino Strada, Marco Paolini, Don Andrea Gallo, Dario Fo, Padre Alex Zanotelli, Luciano Gallino
per firmare : collegarsi al sito acquabenecomune.org

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